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La pace che non ferma la guerra

C’è un motivo se certe “offerte di pace” suonano sempre uguali: perché spesso non sono pace, ma una pausa tattica. Questa immagine prova a mettere in fila - dall’alto verso il basso, step by step - uno schema che molti analisti descrivono da tempo quando parlano della strategia di Mosca: ottenere ciò che si vuole non solo con i carri armati, ma con la narrativa, con il ricatto, con la confusione e con la stanchezza dell’opinione pubblica occidentale. 1) Prima fase: “cedete territori e avrete pace e sicurezza”. È la promessa più classica: si chiede alla vittima di un’aggressione di “essere ragionevole”, di “fare un sacrificio” per far finire la guerra. Il nodo centrale è che, se la premessa diventa “chi invade guadagna”, non si costruisce sicurezza ma un precedente. E i precedenti di questo tipo non producono stabilità: producono nuove richieste. Se funziona una volta, tende a funzionare ancora. 2) Seconda fase: la narrativa del “ci hanno attaccato”. Quando serve, la realtà viene ribalt...

L'ennesima menzogna di Mosca per sabotare la pace

La nuova accusa di Mosca secondo cui l’Ucraina avrebbe colpito con decine di droni la presunta “residenza statale” di Vladimir Putin nella regione di Novgorod si inserisce senza sforzo nel repertorio ormai logoro della propaganda russa, un copione che mescola vittimismo artificiale, minacce roboanti e menzogne ripetute con tale sicurezza da essere presentate come fatti, con Sergey Lavrov a farsi portavoce di una narrazione che parla di “terrorismo” e di una linea negoziale da rivedere, pur senza fornire uno straccio di prova concreta, né immagini, né riscontri indipendenti, né spiegazioni credibili sul perché un attacco descritto come massiccio non avrebbe provocato vittime, danni o conseguenze tangibili. Dall’altra parte Volodymyr Zelensky liquida la storia per quello che appare evidente a chiunque osservi il conflitto senza filtri propagandistici, cioè una costruzione deliberatamente falsa , studiata per minare i tentativi di mediazione in corso e per preparare il terreno politi...

Portolano: “Sostenere Kyiv è una scelta di sicurezza, l’Italia ha già garantito oltre tre miliardi di aiuti militari”

L’Italia ha già fornito all’ Ucraina armamenti, mezzi ed equipaggiamenti militari per un valore che supera i tre miliardi di euro , confermando un impegno concreto e continuativo a sostegno di Kyiv nella sua difesa dall’aggressione russa .  A ribadirlo è stato il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano , in un’intervista a Il Sole 24 Ore , spiegando come il supporto italiano prosegua su base bilaterale attraverso la fornitura di materiali autorizzati dagli undici decreti interministeriali varati finora.  Secondo Portolano, il contesto internazionale impone una lettura lucida e responsabile della sicurezza: oggi i conflitti non hanno più confini netti e possono manifestarsi anche lontano dal campo di battaglia, colpendo infrastrutture critiche, reti di comunicazione e sistemi cibernetici già in tempo di pace. Non si tratta di alimentare paure, ma di prendere atto che la funzione della difesa riguarda sempre più direttamente i cittadini e la loro sicurezza q...

Genova, 7 milioni di finanziamenti ad Hamas: 9 arresti, tra cui Mohammad Hannoun

  Nove persone sono state arrestate con l’accusa di aver finanziato il movimento islamista Hamas per oltre 7 milioni di euro attraverso una rete di associazioni formalmente impegnate in attività umanitarie. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun (nella seguente foto) , presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, indicato dagli investigatori come appartenente al comparto estero di Hamas e ritenuto il vertice della cellula italiana dell’organizzazione.   L’operazione, condotta da Polizia di Stato e Guardia di Finanza , è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova e ha portato anche al sequestro di beni per circa 8 milioni di euro, oltre al coinvolgimento diretto di tre associazioni. Uno degli arrestati è stato individuato a Firenze, dove avrebbe svolto il ruolo di fiancheggiatore nella raccolta e nel trasferimento di fondi destinati al gruppo islamista. Secondo gli inquirenti, l’...

Due passaporti, un solo impero: la fine che il mondo ha voluto credere, la continuità che Kyiv ha sempre visto

Uno fu emesso negli ultimi giorni di un impero, l’altro venne dopo. Due passaporti, apparentemente simili, raccontano una storia che spesso viene ridotta a una data su un calendario. Il 26 dicembre 1991 segnò formalmente il crollo dell’Unione Sovietica , e al mondo fu detto che quel giorno rappresentava una rottura netta: la fine della Guerra Fredda , il voltare pagina della storia, la vittoria definitiva di un modello sull’altro. Eppure la storia, come sempre, non vive solo nei trattati e nelle dichiarazioni ufficiali. Vive nei simboli, nelle continuità silenziose, nelle istituzioni che sopravvivono ai nomi e alle bandiere. I simboli contano, e Mosca lo ha sempre saputo . La Russia non abbandonò la musica dell’inno sovietico: ne riscrisse semplicemente le parole. Non smantellò davvero le abitudini del potere, né l’architettura profonda dello Stato . I servizi di sicurezza rimasero al loro posto, eredi diretti di una cultura politica fondata sul controllo, sulla verticalità, sull’ide...

Morta Ruth Bourne: decifrò i messaggi dei nazisti in codice "Enigma"

Fino agli anni Settanta non poté rivelare nulla del prezioso lavoro che aveva svolto al servizio di sua maestà britannica. Ruth Bourne , scomparsa a Londra all’età di 99 anni, era tra le tante donne che, nel centro segreto di Bletchley Park, 80 chilometri a nord-ovest di Londra, contribuirono in modo incisivo alla vittoria alleata nella Seconda guerra mondiale, decifrando i messaggi che i tedeschi avevano criptato attraverso il meccanismo elettromeccanico denominato "Enigma". Lei era nata il 23 maggio 1926 a Salford, presso Manchester, ma era cresciuta a Birmingham. Proveniente da una famiglia ebrea (il cognome da nubile era Henry), era ovviamente assai motivata a combattere i nazisti. Si arruolò volontaria nella Royal Navy , la Marina militare britannica, e fu addestrata in Scozia. A quanto pare i suoi superiori scorsero in lei le qualità di riservatezza, acume e perseveranza necessarie per essere impegnata a Bletchley Park e le chiesero se avrebbe accettato un incarico seg...

Una melodia di luce che unisce il mondo

C’è una melodia che nasce dall’anima dell’Ucraina e che oggi parla al mondo intero . Vedere i rappresentanti delle ambasciate britannica, tedesca e francese riuniti nel cuore della metropolitana di Kyiv per cantare Shchedryk ci ricorda una verità essenziale: anche nei momenti più bui, nessuno è davvero solo. Questa musica, nata come preghiera di una terra per la speranza, ha superato i confini ed è diventata un linguaggio universale. In questo Natale, il nostro desiderio — come amici dell’Ucraina — è semplice e profondo: Pace nelle case, dove ogni sedia possa essere occupata e ogni famiglia riunita. Pace nei cuori, per trovare la forza di continuare ad amare nonostante il freddo e la paura. Pace in Ucraina e in ogni nazione che attende un’alba nuova. Celebriamo questa stagione con una convinzione ferma: non ci lasceremo scuotere dall’oscurità . Crediamo, con una certezza che va oltre le parole, che la Luce abbia sempre l’ultima parola . Dal nostro cuore al vostro, auguriamo all’Ucra...

La pace a parole e la guerra nei fatti: Mosca e l’autogol del patto di non aggressione

Excusatio non petita, accusatio manifesta . Mai come oggi questo antico proverbio latino sembra scritto apposta per commentare l’ultima trovata diplomatica di Mosca , che annuncia con solennità la propria disponibilità a firmare un patto di non aggressione con i Paesi della NATO e dell’Unione Europea , come se il mondo stesse aspettando con ansia una certificazione notarile delle sue buone intenzioni. L’effetto, più che rassicurante, è grottesco: quando qualcuno sente il bisogno di precisare a voce alta che “non attaccherà nessuno”, il sospetto naturale è che stia pensando esattamente al contrario. La Russia, impegnata da anni in una guerra che ha riportato i carri armati nel cuore dell’Europa orientale, sembra improvvisamente scoprire il valore della parola “non aggressione”, come se fosse un concetto nuovo, fresco di conio, da esibire in conferenza stampa. Il paradosso è evidente: mentre le bombe continuano a cadere sull’Ucraina e Kyiv resta simbolo quotidiano di un conflitto tutt’al...

Dolore accanto all’amore

Queste due fotografie, scattate a solo un anno di distanza, raccontano qualcosa che va oltre le parole: la storia di un genocidio che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, in tempo reale. Nella foto in alto, Anastasiia Bolotova e suo marito Ivan aspettano la nascita del loro bambino. Un momento di speranza, di futuro, di vita che inizia. Nella foto in basso, Anastasiia è in piedi con il loro giovane figlio, accanto al ritratto di un eroe che non potrà mai stringerlo tra le proprie braccia. Ivan Bolotov era un pilota da caccia dell’Aeronautica Militare Ucraina. È stato ucciso in azione nel febbraio 2025. Aveva solo 24 anni. Io non sono ucraino. Tuttavia, sarebbe sbagliato pensare che questa non sia anche la nostra guerra. Perché riguarda tutti noi che crediamo nella dignità umana , nella libertà e nel diritto di vivere senza paura . Questa non è solo la tragedia di una famiglia. È la realtà quotidiana di migliaia di famiglie ucraine. Ogni giorno, la brutale guerra di aggressione...

Storia di due esuli bielorussi in Lituania

Una vita in fuga, costretti a nascondersi. Per Volya e Andrei Pavuk l'autoesilio in una località segreta in Lituania è la loro nuova vita. Dallo scantinato di un edificio che non vi possiamo mostrare, alla periferia della capitale Vilnius, la coppia di dissidenti e blogger fuggiti alle galere del dittatore bielorusso Alexander Lukashenko continua a lottare contro il regime. Un regime, dice Volia, che non lascia spazio al minimo dissenso.  “In Bielorussia - dice l'esule bielorussa - tutto ciò che fai è politica, anche se per esempio organizzi una raccolta fondi per un ospedale, si tratta di politica perché non è un'iniziativa del governo, ma del popolo, ed è politica. Per questo abbiamo avuto molti problemi a causa della nostra attività civica. Eravamo diventati troppo popolari in Bielorussia, molte persone ci sostenevano e questo era un problema per il regime bielorusso. Se non fossimo scappati saremmo in prigione”. Condannati a 12 e 8 anni in contumacia, nel giugno del 202...

La tragedia della guerra

Ci sono ferite che non si vedono, ci sono vittime della guerra che sanguinano dentro. A volte per tutta la vita, a volte dai primi passi della vita. Nessuno può sapere quanti bambini di oggi in Ucraina porteranno per sempre dentro di se i segni di questa guerra. Bogdan è uno di loro. Ha dieci anni ed è fuggito con sua madre Irina da un villaggio occupato dai russi sulla riva sinistra del Dnipro nella regione di Kherson.  Nel servizio giornalistico di Est Ovest non viene, giustamente, detto il nome del villaggio dove vivevano e non viene mostrato il volto di Irina, che teme per la vita di suo marito che è rimasto nei territori occupati. Oggi Bogdan è in cura in questo centro di riabilitazione a Odesa. Qui Irina ricorda l'inizio del suo incubo. Sono arrivati i russi, hanno preso la città, è stato terrificante. Elicotteri, carri armati, missili, c'erano esplosioni dappertutto. I bombardamenti erano continui, giorno e notte. "Noi non avevamo un rifugio, andavamo dai vicini che...

Mattarella: Con Kyiv, no a nuovo ordine violenti

Il discorso del Presidente della Repubblica in occasione dello scambio degli auguri di fine anno con il Corpo diplomatico . "Cosa è accaduto, cosa sta accadendo se protagonisti di primo piano del 'vecchio' ordine internazionale si propongono, con i loro comportamenti, di dare vita a un 'nuovo ordine', basato su sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista, competizione tra gli Stati per l’accaparramento di risorse, tentando, così, di perpetuare diseguaglianze tra i popoli? Va respinta l’ipotesi che possano essere questi i valori intorno a cui costruire un 'nuovo ordine'".  Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale dello scambio degli auguri di fine anno con il Corpo diplomatico.  "Con il corollario del ritorno dei 'soldati di ventura', di mercenari chiamati a guerreggiare, per conto terzi, in Paesi lontani, senza motivazioni che non siano, appunto, quelle della prepotenza ve...

Altro che tregua: 15 anni al giudice che ha osato incriminare Putin

Mentre a parole parla di tregua e di possibili spiragli negoziali sull’Ucraina, Mosca sceglie ancora una volta i fatti per chiarire la propria linea: l’ennesima provocazione, studiata per ribadire che l’unica legge che riconosce è quella della forza. In una settimana definita dal Cremlino “decisiva”, un tribunale della capitale russa ha condannato in contumacia a 15 anni di carcere Rosario Aitala , magistrato italiano e primo vicepresidente della Corte penale internazionale , colpevole di aver osato applicare il diritto laddove il potere russo pretende l’impunità. Il suo “crimine” è noto: aver contribuito all’indagine che ha portato al mandato di arresto contro Vladimir Putin per la deportazione illegale di bambini ucraini e, successivamente, per altri crimini di guerra , dalla distruzione deliberata di infrastrutture civili agli attacchi contro la popolazione. La sentenza è stata emessa da un tribunale di Mosca presieduto da Andrey Suvorov, uno dei giudici simbolo della repressione ...

Un murale di speranza all’ospedale Okhmatdyt: l’arte come scudo contro la guerra

Un nuovo murale profondamente toccante è apparso sulle pareti dell’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kyiv, trasformando un luogo di sofferenza e resilienza in un potente simbolo di speranza. L’opera, realizzata dal rinomato artista ucraino Andriy Yermolenko, vincitore del Premio Nazionale Taras Shevchenko, raffigura un bambino con una flebo e un gatto che lo protegge con un ombrello da un missile in arrivo. Una scena semplice solo in apparenza, che racchiude un messaggio universale di protezione, innocenza e resistenza in mezzo alla guerra. Okhmatdyt, il più grande ospedale pediatrico dell’Ucraina, è da anni in prima linea, non solo nella cura dei più piccoli, ma anche come simbolo della fragilità e della forza del Paese. La struttura è stata più volte minacciata e colpita, subendo danni significativi, in particolare durante i bombardamenti e l’attacco russo dell’8 luglio 2024 su Kyiv. In quelle ore drammatiche, personale sanitario, genitori e piccoli pazienti sono stati costretti a rif...

Memorandum di Budapest - 1994

Il 5 dicembre 1994 l’ Ucraina firmò il Memorandum di Budapest . Con quell’accordo, Kyiv rinunciò al terzo più grande arsenale nucleare al mondo in cambio di garanzie di sicurezza fornite da Stati Uniti, Regno Unito e Russia. Prima della firma, il rinomato politologo e studioso di relazioni internazionali John Mearsheimer aveva avvertito che l’Ucraina avrebbe dovuto mantenere le proprie armi nucleari. A suo giudizio, quella era l’unica reale garanzia per prevenire una futura guerra russo-ucraina, che egli descrisse come una potenziale “catastrofe” , destinata a tradursi in ripetute conquiste dell’Ucraina e a “minare la pace in tutta Europa”. Nonostante questi avvertimenti, gli Stati Uniti spinsero l’Ucraina a sottoscrivere il Memorandum di Budapest e a smantellare il proprio arsenale nucleare. Come parte dell’accordo, l’Ucraina distrusse la sua flotta di bombardieri strategici a lungo raggio e trasferì oltre 1.000 missili da crociera , con l’assistenza degli stessi Stati Uniti nel...

Kyiv: Mosca rieduca bimbi ucraini in centri Corea del Nord

La Russia ha mandato bambini ucraini sottratti alle famiglie durante l'occupazione in centri estivi in Corea del Nord per essere rieducati . La denuncia è del difensore civico per i diritti umani in Ucraina, Dimitro Lubinets .  Lubinets ha raccolto testimonianze con il Centro regionale per i diritti umani in Ucraina, un' associazione di avvocati attivisti nata a Sevastopol dopo l'occupazione della Crimea. Dai documenti emerge una rete di 165 centri campi di rieducazione dove i bambini ucraini, secondo i dati raccolti da Kiev e condivisi con I' UNHCR , sarebbero rieducati. Sono circa 20.000 i minori sottratti alle famiglie ucraine durante l'avanzata russa. Di questi solo 1.600 sono tornati all'abbraccio delle loro famiglie. I centri sono stati localizzati in territorio ucraino occupato, in Bielorussia e in Russia e ora dalle testimonianze raccolte anche in Corea del Nord .

Crosetto: “Difesa all’altezza delle minacce attuali, indispensabile uno scudo spaziale"

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto in audizione davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato nell’ambito dell’esame del Documento programmatico pluriennale 2025-2027, ha ribadito la necessità di adattare lo strumento militare italiano alle nuove sfide globali. Secondo il ministro, “serve aumentare le forze armate professionali ed in questo senso ho detto più volte che l’operazione Strade sicure andava lentamente riaffidata alle forze di polizia”. Crosetto ha sottolineato che “siamo chiamati a costruire una protezione per la nostra nazione, una difesa più aderente ai rischi attuali”, evidenziando come la capacità di operare in un ambiente “multidominio” sia ormai imprescindibile. L’obiettivo, ha spiegato, è predisporre uno strumento in grado di agire efficacemente “nelle città, sul mare, nei fondali marini, nei nostri cieli, nello spazio, nel sub-spazio, nell’ibrido”, mantenendo equilibrio tra forze convenzionali e tecnologie emergenti. Queste ultime, ha ricordat...

La Russia è stata appena condannata sulla scena mondiale di nuovo

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede alla Russia di restituire immediatamente e senza condizioni ogni bambino ucraino trasferito con la forza dall’inizio dell’invasione. Novantuno paesi hanno votato a favore. Eppure la Russia continua a ignorare l’appello della comunità internazionale. Prosegue con le deportazioni, cambia la cittadinanza dei minori, cancella le loro identità, li inserisce in programmi di “rieducazione” e tenta di estirpare ogni traccia della loro origine ucraina. Non è “evacuazione”. Non è “protezione”. È un crimine. È la sottrazione sistematica di minori, orchestrata da uno Stato che agisce nell’impunità. E va detto con chiarezza: ogni paese che si è astenuto, e ogni paese che ha votato contro, sa esattamente che cosa sta permettendo con la propria scelta. Come ha ricordato la vice ministra degli Esteri ucraino, Mariana Betsa, molti di questi bambini hanno subito torture e violenze sessuali. Riportarli a casa non è una quest...

“Combatto un nemico orribile: il mio stesso Paese"

Victoria Ivleva è una giornalista e fotografa russa. Nel marzo 2022 ha lasciato tutto ed è partita per Kyiv, scegliendo di stare dalla parte delle vittime dell’invasione. Da allora non è solo una reporter: è un’attivista che si occupa di aiuti umanitari, evacuazioni, sostegno ai prigionieri ucraini, campagne per la libertà degli artisti e di chi è perseguitato dal regime di Mosca . Nella puntata di InMezz’ora , magistralmente condotta da Monica Maggioni , è andato in onda un servizio che scuote e che interroga. La sua testimonianza non lascia scampo: mostra cosa significa rifiutare la propaganda , opporsi alla guerra e rischiare tutto pur di non restare in silenzio. Una storia che parla di coraggio , responsabilità e scelta . Di ciò che può fare una sola persona quando decide di stare dalla parte giusta .  Guarda il servizio completo

La “vacanza dalla storia” dell’Europa è finita

Putin ha nuovamente dichiarato di “non avere intenzione di combattere l’Europa”, aggiungendo nella stessa frase di essere “pronto a farlo subito, se l’Europa lo vorrà”. Per l’Unione avrebbe dovuto essere un allarme definitivo. Da quasi quattro anni la Russia conduce una guerra su vasta scala contro l’Ucraina, eppure in Occidente c’è ancora chi si aggrappa alle sue rassicurazioni di facciata. Il punto, però, è che una parte del suo ragionamento fotografa un fatto: Mosca da tempo vive in modalità bellica, mentre l’Europa no. Per anni l’Europa ha vissuto come in una “vacanza dalla storia”, convinta che la pace fosse ormai un dato permanente. Gli eserciti si sono ridotti, fabbriche e linee produttive sono state chiuse, la chimica e i componenti industriali sono stati delocalizzati verso la Cina, e interi settori strategici dipendono ora dalle catene di approvvigionamento globali. Oggi scopriamo che quelle catene non servono soltanto a ottimizzare i costi: possono diventare armi. Basta un s...

Dalla cyberguerra alle trincee: la NATO ripensa la difesa mentre l’Ucraina si addestra in Polonia

Le recenti dichiarazioni dell’ ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone al Financial Times segnano un momento delicato per la postura della NATO di fronte alla guerra ibrida condotta dalla Russia . Cavo Dragone, che presiede il Comitato Militare dell’Alleanza , ha spiegato che i membri stanno valutando la possibilità di assumere un atteggiamento più proattivo, soprattutto in ambito informatico. Finora la NATO si è comportata in modo prevalentemente reattivo, rispondendo a attacchi cyber, sabotaggi o violazioni dello spazio aereo solo dopo che questi si erano verificati; ma l’ammiraglio non ha escluso che, in alcune circostanze, anche un “ attacco preventivo” possa essere interpretato come una forma di autodifesa. È un cambio di tono significativo, che riflette le crescenti pressioni dei Paesi dell’Europa orientale, da tempo bersaglio di operazioni ibride e sempre più convinti che limitarsi a reagire non sia più sufficiente. Le parole di Cavo Dragone hanno provocato un’ immediata reazione di ...

Lettonia, allo studio lo smantellamento dei binari ferroviari verso la Russia

Il governo della Lettonia ha confermato di stare valutando la possibile rimozione di alcune tratte ferroviarie che collegano il Paese al territorio russo. L’annuncio ufficiale è stato fatto il 26 novembre , al termine dell’incontro settimanale tra il Presidente Edgars Rinkēvičs e la Primo Ministro Evika Siliņa . Secondo le autorità di Riga, entro dicembre saranno raccolte e analizzate tutte le informazioni tecniche, logistiche e strategiche relative a un eventuale smantellamento della linea ferroviaria situata lungo il confine orientale. L’analisi sarà condotta con il sostegno delle Forze Armate Nazionali e in stretto coordinamento con Lituania ed Estonia , per una posizione condivisa tra gli Stati baltici. Il Presidente Rinkēvičs ha chiarito però che una decisione più definita potrà arrivare solo all’inizio del 2026, mentre un pronunciamento ufficiale e più preciso è atteso non prima dell’inizio del 2026, con ulteriori conferme possibili a 2026 inoltrato. In ogni caso, non verrà ado...

Da Kyiv un messaggio chiaro: nessuna impunità per i corrotti

Se davvero la leadership si misura nei momenti di prova, l’ Ucraina ha dimostrato in questi anni di essere una nazione che non si inginocchia . Resistere ai missili che hanno martoriato le centrali elettriche, sopportare il buio forzato dei blackout mentre l’inverno si avvicina, continuare a combattere quando l’aggressore colpisce l’energia per spezzare la società: tutto questo non è solo coraggio, è identità. Per questo, quando emergono inchieste come quella condotta dall’ autorità anticorruzione ucraina , il giudizio non può essere tiepido. Chi sottrae fondi a uno Stato in guerra, chi drena risorse destinate alla riparazione delle infrastrutture energetiche o al sostegno dello sforzo bellico, non è semplicemente un disonesto . È qualcosa di molto peggiore: è un traditore. È un traditore perché colpisce alle spalle i cittadini che resistono al freddo e all’oscurità, è un traditore perché ruba non solo denaro ma fiducia, ed è un traditore perché – in un momento in cui ogni euro ha i...

Un vero piano per fermare l'aggressione russa

Questa immagine dovrebbe bastare per decidere da che parte stare. Ecco i 5 punti che dovrebbero essere alla base di qualunque piano di pace per l’Ucraina: Condanna ferma e senza ambiguità dell’invasione russa; Dire la verità su Putin: è responsabile di crimini di guerra, non un interlocutore legittimo; Congelamento e confisca di tutti gli asset russi all’estero per bloccare ogni fonte di finanziamento alla macchina bellica; Sanzioni totali e senza compromessi per smantellare l’economia di guerra russa e colpire chiunque la sostenga; Supporto militare rapido e risolutivo all’Ucraina, per invertire gli equilibri sul campo e imporre un costo immediato all’aggressore. Tutto il resto non è pace: è solo tempo regalato a chi prepara il prossimo massacro.  La pace si costruisce fermando la violenza, non rinviandola.

Trascrizione trapelata della telefonata Witkoff–Cremlino: Washington nel caos

La diplomazia americana riscritta al telefono, ma dalla parte sbagliata della storia. Una trascrizione riservata di una telefonata tra l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e i massimi consiglieri del presidente russo Vladimir Putin – rilanciata come scoop da Bloomberg – ha fatto detonare una crisi politica a Washington , dove l’opinione pubblica vede nelle parole dell’emissario americano un indice allarmante di deferenza verso Mosca.  Nel colloquio, Witkoff rivendica di avere “ampio spazio e discrezionalità” per arrivare al deal sulla guerra in Ucraina, un mandato a mano libera che non somiglia a un’investitura negoziale, ma a un lasciapassare per ridefinire l’equilibrio al tavolo della pace in favore del Cremlino. La telefonata, lungi dall’essere un episodio isolato, si incastona in una sequenza di interazioni avvolte dal sospetto: otto chiamate dirette tra Trump e Putin, cinque incontri personali tra Witkoff e il leader russo, un summit in Alaska celebrato come pr...

Diceva Reagan: "Cedere alla comodità, pensare che la buona volontà basti a fermare chi non ne ha, è pura follia"

  Le guerre non si combattono solo con i carri armati e lungo le linee del fronte. Si giocano, e spesso si decidono, anche nello spazio invisibile delle narrazioni: in ciò che scegliamo di credere, nelle illusioni a cui ci aggrappiamo, nei pericoli che ignoriamo perché più comodo non vederli. Le storie che accettiamo sono armi potenti quanto qualsiasi arsenale. Ronald Reagan lo ricordava con brutale chiarezza: cedere alla comodità, pensare che la buona volontà basti a fermare chi non ne ha, è pura follia. La storia del Novecento è un monumento alle conseguenze dell’ingenuità: quando si scambia l’aggressore per un interlocutore affidabile, il prezzo ricade sempre sui più vulnerabili. È per questo che risultano così tanto inquietanti le proposte che oggi vorrebbero imporre all’Ucraina una resa camuffata da compromesso. Come ha sottolineato il deputato repubblicano Don Bacon , chiedere a un Paese invaso di rinunciare al proprio territorio, ridurre drasticamente il proprio esercito...

Servizio del TG1 del 19 novembre 2025

La mamma detenuta nel Donetsk occupato, lui a 13 anni finito nei campi scuola russi dove veniva indottrinato. Julia e Mark, supportati dalla ONG che si occupa di riportare a casa i bambini ucraini rapiti, raccontano la loro storia al TG1. "A scuola ci facevano cantare tutti i giorni l’inno nazionale russo. Ci dicevano – racconta Mark – che gli ucraini ci avrebbero ucciso e che esiste un solo grande Stato: la Russia, che ci avrebbe salvato". Mark oggi ha quattordici anni: ne aveva undici quando i russi hanno arrestato sua madre nella loro casa, nella città occupata di Torez. Per lui, affidato temporaneamente a un’amica di famiglia, è cominciato l’indottrinamento. "D’estate mi hanno mandato in Russia, in un campo scuola. I militari ci insegnavano a usare le armi. Ci dicevano che presto avremmo combattuto al loro fianco. Erano gentili, tifavo per loro". Solo dopo aver riabbracciato la madre – liberata in uno scambio di prigioniere – e dopo aver visto le bombe che i rus...