- Albo Nazionale Analisti Intelligence
- Albo Nazionale Criminologi
- European Intelligence Academy (EIA)
- Global Policy Institute - Washington DC (USA)
- Gnosis - Rivista italiana di intelligence
- Istituto UNINTESS - Istituto Unificato Nazionale per le Tecnologie applicate alle Scienze Sociali
- Italian Diplomatic Academy
- La Discussione - Quotidiano fondato da Alcide De Gasperi
- L'Opinione delle Libertà - Quotidiano fondato da Arturo Diaconale
- Master universitario in Scienze Informative per la Sicurezza
- Rivista Diritto Penale della Globalizzazione
- Rivista Europea
- Universidad Analítica Constructivista de México
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- Università degli Studi Verona - Master in English for international business and global affairs
L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...
