La campionessa olimpica Olga Kharlan si rifiuta di stringere la mano all’avversaria Anna Smirnova e viene squalificata per un gesto considerato antisportivo – I dirigenti della Federscherma di Kiev parlano di «provocazione» – Kuleba: «Come sempre, Mosca gioca sporco» Lo sport, si sa, è scontro simulato. Guerra incruenta. Ma vera. E forse nulla come salire su una pedana per tirare di scherma rappresenta, in altra forma, la battaglia, la lotta. Non a caso, il termine tecnico che definisce la gara è «assalto». Certo, all’arma bianca. E inoffensiva. Perché ridotta a uno stelo di metallo smussato. Ma pur sempre duello. In cui la sconfitta brucia. Terribilmente. Le regole della scherma sportiva attenuano la potenza simbolica del combattimento. Obbligando gli spadaccini a un rituale di saluti che non può essere evitato. Al termine dell’assalto è prevista una stretta di mano. Che soltanto il Covid, negli anni della pandemia, ha avuto la forza di sospendere. Rifiutarsi di «salutare» l’avversari...