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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

L’Ucraina come un alveare: la forza della resistenza collettiva

L’Ucraina come un alveare. È una delle immagini più efficaci per descrivere ciò che è accaduto negli ultimi anni: un Paese che, contro ogni previsione iniziale, è riuscito a resistere a una potenza militare che molti consideravano tra le più forti al mondo. In questa metafora, gli ucraini sono come api. Non attaccano senza motivo, ma difendono con determinazione ciò che è loro. Se ci si avvicina con rispetto, l’alveare continua il suo lavoro; se invece viene minacciato, reagisce. Ed è proprio questa reazione collettiva che colpisce: non un gesto isolato, ma una risposta diffusa, quasi istintiva, in cui ogni individuo fa la sua parte. Le api lavorano insieme, coordinandosi in modo naturale. Raccolgono, costruiscono, trasformano. Allo stesso modo, la società ucraina ha mostrato una forte capacità di organizzazione e adattamento: civili, volontari e militari hanno contribuito, ciascuno nel proprio ruolo, alla difesa del Paese. Questa coesione ha avuto un peso enorme, soprattutto nelle fas...

I russi reclutano migranti con l’inganno: dalle promesse di lavoro alle trincee del Donbas

Dalle periferie del Perù fino alle trincee del Donbas, passando per Mosca , prende forma una storia che intreccia promesse di lavoro, inganni e guerra . Le testimonianze raccolte da famiglie e legali raccontano di una rete che collega America Latina, Africa ed Europa orientale , una filiera opaca che, secondo diverse ricostruzioni, porta migranti vulnerabili a essere arruolati nelle forze armpate russe. Mosca sostiene che si tratti di arruolamenti volontari, ma i racconti di chi è riuscito a uscire da questo meccanismo delineano un quadro ben diverso . Emblematica è la vicenda di un peruviano di 41 anni, catturato dalle forze ucraine dopo essere stato mandato al fronte. L’uomo ha chiesto di non essere incluso in eventuali scambi di prigionieri perché non vuole tornare in Russia . Secondo la sua testimonianza, tutto sarebbe iniziato con la promessa di un lavoro ben retribuito , sufficiente per aiutare economicamente la famiglia rimasta in Perù. Arrivato a Mosca con un visto turisti...