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Recensioni


Il destino dell’Europa passa da Kyiv. L'ultimo libro dell'Ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi

“L’Ucraina e il destino dell’Europa” è un libro che colpisce fin dalle prime pagine per la sua chiarezza, la profondità dell’analisi e la capacità di offrire al lettore una visione ampia e consapevole del presente. Non si tratta semplicemente di un saggio sulla guerra in Ucraina, ma di un’opera che riesce a spiegare, con straordinaria lucidità, le trasformazioni in atto nel sistema internazionale e, soprattutto, il ruolo che l’Europa è chiamata a giocare in questo nuovo contesto.
L’Ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, protagonista di primo piano della diplomazia italiana ed europea, già Direttore Generale per l’integrazione europea, Rappresentante permanente presso l’Unione Europea e Consigliere diplomatico del Presidente della Repubblica, mette in questo libro tutta la sua esperienza diretta nei grandi processi che hanno plasmato l’Europa contemporanea. Questa autorevolezza si percepisce costantemente: ogni pagina è attraversata da una conoscenza profonda dei meccanismi politici e diplomatici, che rende l’analisi solida, credibile e mai superficiale.
Il cuore del libro è una tesi forte e convincente: la guerra in Ucraina non è una crisi circoscritta, ma il punto in cui si gioca il destino dell’intero continente europeo. L’autore dimostra con grande efficacia come l’Ucraina sia diventata il luogo in cui si intrecciano sicurezza, identità, valori e ambizioni geopolitiche dell’Europa, e come l’esito di questo conflitto sia destinato a influenzare per generazioni gli equilibri del continente. In questo senso, il libro riesce a cambiare prospettiva: ciò che spesso viene percepito come un conflitto “esterno” emerge invece come una questione profondamente interna all’Europa stessa.
Uno degli aspetti più riusciti dell’opera è la capacità di unire rigore storico e chiarezza espositiva. Cangelosi accompagna il lettore in un percorso che parte dalle radici della crisi europea, attraversa la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, e arriva fino agli sviluppi più recenti della guerra. La ricostruzione è dettagliata ma sempre accessibile, e permette di comprendere come si siano accumulate nel tempo incomprensioni, errori di valutazione e illusioni strategiche, soprattutto da parte dell’Europa e dell’Occidente.
Allo stesso tempo, il libro non si limita a spiegare il passato e il presente, ma si proietta con coraggio verso il futuro. L’Ucraina diventa lo specchio attraverso cui l’Europa è costretta a interrogarsi su sé stessa: sulla propria capacità di essere un attore politico, sulla sua autonomia strategica, sulla tenuta dei suoi valori. È proprio questa dimensione a rendere la lettura particolarmente stimolante, perché trasforma l’analisi geopolitica in una riflessione più ampia sul significato stesso del progetto europeo.
Ne emerge un’opera di grande valore, capace di coniugare esperienza diretta, profondità analitica e chiarezza narrativa. “L’Ucraina e il destino dell’Europa” è un libro che non solo informa, ma aiuta davvero a capire, offrendo al lettore strumenti concreti per orientarsi in una fase storica complessa e decisiva. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia comprendere il presente e riflettere seriamente sul futuro dell’Europa. 



Terzo grado a Victor: il valore narrativo dell’intervista

Terzo grado a Victor si legge come una lunga conversazione a porte chiuse, di quelle in cui le domande non servono solo a ottenere risposte, ma a scavare, a mettere in discussione, a riportare in superficie memorie e riflessioni che non emergerebbero in un racconto lineare. Fin dalle prime pagine è chiaro che non ci troviamo davanti a una semplice biografia né a un resoconto cronologico, ma a un dialogo vivo, serrato, capace di trasformare l’intervista in uno spazio narrativo autentico.
Il “terzo grado” evocato dal titolo non è mai coercizione: è piuttosto un’indagine intellettuale, un confronto continuo tra chi chiede e chi risponde, tra passato e presente, tra esperienza personale e storia collettiva. Victor si racconta senza compiacimento, attraversando eventi, scelte e contesti che hanno segnato decenni cruciali del Novecento e dell’inizio del nuovo millennio. La sua voce emerge gradualmente, guidata con equilibrio dall’intervistatrice, che sa quando incalzare e quando lasciare spazio al silenzio e alla riflessione.
La forza del libro sta proprio in questa costruzione dialogica: il lettore ha la sensazione di assistere in diretta allo scambio, come se fosse seduto accanto agli interlocutori. I temi affrontati – identità, memoria, sicurezza, politica internazionale, responsabilità individuale – non vengono mai trattati in modo astratto, ma filtrati attraverso l’esperienza vissuta, rendendo accessibili anche argomenti complessi senza banalizzarli.
Il tono resta sempre equilibrato, a tratti confidenziale, a tratti analitico, ma mai freddo. Ne emerge il ritratto di un uomo e, insieme, di un’epoca, raccontata da chi l’ha osservata dall’interno. Terzo grado a Victor è un libro che non impone conclusioni, ma invita a pensare, a interrogarsi, a partecipare attivamente al dialogo. Una lettura che coinvolge, stimola e lascia il segno, proprio perché nasce dall’incontro tra due voci che sanno ascoltarsi. (ISBN 9791222817026



Manuale tecnico-operativo per la gestione di una violenza sessuale di Chiara Lucanto (ISBN: 1257275704)

Un manuale che mancava. Necessario, coraggioso, profondamente civile.
Con Manuale tecnico-operativo per la gestione di una violenza sessuale, Chiara Lucanto firma — insieme a un team multidisciplinare di professionisti — un testo che non è soltanto uno strumento di lavoro, ma un atto politico e culturale: un invito a guardare con serietà, competenza e umanità uno dei territori più fragili e spesso trascurati della nostra società.
Il merito del libro è quello di portare ordine, metodo e chiarezza in un ambito dove l’improvvisazione non può esistere. Pagina dopo pagina, Lucanto costruisce un percorso operativo preciso: dall’accoglienza in pronto soccorso alla raccolta delle prove, dagli esami clinici agli aspetti psicologici e giudiziari. Una mappa pensata per medici, forze dell’ordine, educatori, operatori sociali — ma anche per chiunque voglia comprendere cosa significa davvero accompagnare una vittima nel momento più vulnerabile.
La scrittura è limpida, mai fredda. La dimensione tecnica convive con una costante attenzione al volto umano della violenza. Non c’è compiacimento, non c’è retorica: c’è il riconoscimento di un dolore che chiede rispetto, protezione e soprattutto competenza. «La vittima non è un caso», sembra ripetere il libro, «è una persona che ricomincia da qui».
È forse questo l’aspetto più innovativo del volume: ricordare alle istituzioni, e a tutti noi, che la lotta alla violenza sessuale non può limitarsi alle campagne di sensibilizzazione, ma deve passare attraverso protocolli solidi, formazione adeguata e un linguaggio capace di restituire dignità.
In un Paese che ancora fatica a costruire una cultura del rispetto e dell’ascolto, il lavoro di Lucanto si impone come una lettura necessaria.
Un manuale che colma un vuoto, e che indica con chiarezza una direzione: professionalità, empatia, responsabilità.
Tre parole che, se diventassero prassi, cambierebbero molto più di un protocollo.



Recensione di "Manuale per l’analisi intelligence. Teorie, metodi e sfide del XXI secolo" di Giovanni Conio

Il lavoro di Giovanni ConioManuale per l’analisi intelligence. Teorie, metodi e sfide del XXI secolo (ISBN 9791224018452), rappresenta un contributo di rilievo nel panorama editoriale italiano dedicato agli studi sull’intelligence. In un contesto in cui l’offerta bibliografica sul tema è spesso dominata da approcci storici, descrittivi o narrativi, questo manuale si distingue per l’impianto metodologico e formativo, offrendo al lettore una vera e propria guida all’arte e alla scienza dell’analisi intelligence.
Sin dalle prime pagine, il volume chiarisce la propria ambizione: formare analisti capaci non solo di interpretare il presente, ma anche di costruire scenari futuri, a supporto di processi decisionali complessi e ad alto impatto strategico. La prefazione evidenzia con forza l’importanza di distinguere i segnali significativi dal rumore informativo, in un’epoca caratterizzata da crescente complessità, interconnessione globale e flussi comunicativi incessanti. È proprio da questa consapevolezza che prende forma un percorso strutturato, che combina teoria, pratica e riflessione critica.
La struttura del manuale, articolata in sei Parti, guida il lettore attraverso un apprendimento progressivo e organico. Nella Parte I vengono presentati i fondamenti dell’analisi intelligence: il ciclo dell’intelligence, il ruolo dell’analista e i principi etici che ne regolano l’operato. La Parte II e la Parte III affrontano uno degli snodi centrali del libro, ossia la mente dell’analista e le trappole cognitive che minacciano l’oggettività del giudizio: bias, euristiche e limiti della memoria e della percezione vengono descritti con chiarezza, accompagnati da riflessioni operative su come riconoscerli e mitigarli.
Il cuore metodologico del volume è rappresentato dalla Parte IV, dove vengono presentate le principali Structured Analytic Techniques (SAT). L’autore fornisce al lettore un ventaglio di strumenti concreti – dalla formulazione e verifica delle ipotesi, all’analisi delle cause e alla costruzione di scenari – utili per affrontare la complessità e ridurre l’impatto dei bias cognitivi sull’attività analitica.
Particolarmente rilevante è anche la Parte V, dedicata alla comunicazione dell’intelligence. Conio sottolinea come l’efficacia di un’analisi non dipenda soltanto dalla solidità metodologica con cui è stata condotta, ma anche dalla capacità di tradurla in prodotti chiari, concisi e “actionable”, ovvero realmente utilizzabili dai decisori. Questo aspetto, spesso sottovalutato in altri manuali, assume qui una centralità significativa, perché rimette al centro la finalità ultima dell’intelligence: supportare decisioni informate.
Infine, la Parte VI amplia lo sguardo verso le sfide emergenti, dall’impatto della disinformazione alle potenzialità e ai rischi connessi a tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e i Big Data. L’analisi di questi fenomeni conferisce al volume un’impronta di grande attualità, proiettando l’intelligence verso le trasformazioni che inevitabilmente segneranno il XXI secolo.
Un altro elemento di pregio è la capacità dell’autore di integrare riferimenti teorici fondamentali – in primis il pensiero di Richards J. Heuer Jr. sulla psicologia dell’analisi – con prospettive contemporanee, italiane e internazionali. Il risultato è un’opera che bilancia rigore accademico e utilità operativa, rendendola uno strumento prezioso tanto per studenti universitari e giovani analisti, quanto per professionisti già inseriti nei settori della sicurezza, della geopolitica, dell’intelligence competitiva e della gestione del rischio.
Lo stile di scrittura è chiaro e lineare, pur mantenendo il rigore richiesto da un testo specialistico. Il manuale non si limita a presentare contenuti, ma stimola costantemente il lettore a riflettere, ad affinare il proprio metodo e ad esercitare quella “umiltà intellettuale” che l’autore giustamente indica come qualità imprescindibile per ogni analista.
In conclusione, il manuale di Giovanni Conio si propone come opera di riferimento per chiunque voglia approfondire le dinamiche e le metodologie dell’analisi intelligence. È un testo che non solo colma un vuoto nella letteratura italiana di settore, ma che contribuisce a rafforzare una cultura dell’analisi fondata su rigore, consapevolezza e innovazione. Un volume che merita attenzione non soltanto da parte degli addetti ai lavori, ma anche di decisori, accademici e professionisti che intendono comprendere come trasformare l’informazione in conoscenza utile e strategica.



Recensione libro "Sicurezza Urbana ed Integrata" di Francesco Zamponi


Ho accolto con piacere, e ne sono onorato, l’invito a scrivere una recensione del volume “Sicurezza Urbana ed Integrata” per la stima sincera che nutro nei confronti dell’autore e del percorso di vita e professionale che lo ha portato a occuparsi oggi, con tanta autorevolezza, di una materia così delicata e complessa. Il testo di Francesco Zamponi, con esposizione chiara e scorrevole, offre uno sguardo ben articolato dell’intera materia, frutto dell’acume del giurista e della particolare sensibilità di chi a quell’ordinamento appartiene. I successi di polizia giudiziaria degli anni ’90 nei confronti delle associazioni mafiose, dopo l’offensiva terroristica di queste ultime, hanno determinato un’attenzione più marcata verso temi precedentemente liquidati, in termini riduttivi, come microcriminalità. Se, dunque, la sicurezza urbana è un bene complesso, composto da una pluralità di interessi pubblici, e la sicurezza integrata è una strategia multiattoriale e multifattoriale, è inevitabile conseguenza che la governance della sicurezza divenga globale, plurale e articolata. Ciò - è sempre il caso di ricordare - dentro una chiara distinzione di competenze, che però si intrecciano e si coniugano, con l’esigenza di una costante e coerente opera di coordinamento. Va rimarcato, inoltre, come la sicurezza percepita rappresenti l’altra faccia della medaglia della sicurezza, con il suo lato soggettivo, che non può tuttavia essere trascurato. Ma ci vuole cautela: se bisogna corrispondere a questa domanda psicologica dei cittadini, dall’altro non si deve cedere a politiche emozionali, perché, in senso costituzionale, la sicurezza è solo quella oggettiva, la effettiva tutela dei beni giuridici fondamentali. La nitidezza espositiva e la solida base concettuale dell’opera di Francesco Zamponi assicurano scorrevolezza di lettura e facilità di comprensione di tali aspetti ed hanno portato al suo inserimento nella “Collana Sicurezza & Intelligence”, le cui finalità e impostazioni appaiono compiutamente rispettate. Chiudo con un augurio ai tanti che sono certo leggeranno “Sicurezza Urbana ed Integrata” che possano trarre arricchimento culturale e professionale da un’opera coinvolgente e ricca di spunti che merita di essere letta con l’attenzione e la partecipazione che la materia richiede.

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