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Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
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Quando una croce rossa diventa un bersaglio

Quando si colpisce deliberatamente un'ambulanza, non si commette soltanto un crimine di guerra. Si dichiara guerra all'idea stessa di umanità, a quel principio fondamentale secondo cui la vita di una persona deve essere protetta anche quando tutto intorno prevalgono la violenza e la distruzione. Ieri è accaduto di nuovo in Ucraina. Un drone russo ha colpito un'ambulanza che trasportava un paziente. Il veicolo è stato completamente avvolto dalle fiamme, fino a essere ridotto a uno scheletro di metallo carbonizzato. Due operatori sanitari sono rimasti feriti. Un altro attacco contro chi non combatte, ma cerca semplicemente di salvare delle vite. Mi domando cosa possa spingere un essere umano, attraverso la telecamera di un drone, a individuare un'ambulanza e decidere di colpirla. Cosa possa portare qualcuno a considerare un bersaglio un veicolo destinato al soccorso, una barella, un medico che cerca di raggiungere un ferito o un infermiere che tenta di strappare una perso...

Guardate le sue mani. Il volto della guerra che l’Ucraina vive ogni giorno

Ho riflettuto a lungo prima di decidere se condividere questo video che ho ricevuto dall'Ucraina. Non perché le immagini siano particolarmente cruente, ma perché mostrano qualcosa che, a mio avviso, è ancora più difficile da raccontare: la paura di una persona comune, la sua fragilità, il tentativo disperato di ritrovare un po' di calma mentre intorno a lei la guerra continua a scandire ogni momento della vita. Alla fine ho deciso di condividerlo, perché credo che, per comprendere davvero ciò che sta vivendo il popolo ucraino, sia necessario guardare anche ciò che le immagini delle città distrutte non riescono a mostrarci. Guardate attentamente questa ragazza. Guardate le sue mani, il suo volto, il modo in cui cerca di ritrovare un po' di calma mentre si trova in una stazione ferroviaria di Kyiv. Non è una scena tratta da un film. È la realtà che la popolazione ucraina è costretta ad affrontare dopo oltre quattro anni e mezzo di invasione russa su vasta scala. Dietro le imm...

Donald Trump dice che suo figlio rimborserà l'oligarca russo per le feste di nozze

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdì che suo figlio, Donald Trump Jr., gli ha detto che avrebbe rimborsato un oligarca russo che aveva finanziato i festeggiamenti per il suo matrimonio alle Bahamas a maggio.  La vicenda assume un significato ancora più interessante perché, proprio nei giorni scorsi, avevo già richiamato l'attenzione sul coinvolgimento di Umar Kremlev nei festeggiamenti nuziali di Donald Trump Jr., evidenziando gli interrogativi sollevati dalla generosità dell'imprenditore russo e dai suoi rapporti con il potere di Mosca. Nell'articolo «Quando l'amicizia costa qualche centinaio di migliaia di dollari»  , pubblicato su questa pagina, avevo affrontato proprio questo aspetto della vicenda. Ora, alla luce dell'indagine avviata dai democratici al Congresso e delle dichiarazioni del presidente Trump circa l'intenzione del figlio di rimborsare Kremlev, la questione torna al centro dell'attenzione. Il rimborso, qualora...

Bakhmut prima e dopo la "liberazione" russa

Prima c'era una città viva. Quasi 80.000 persone vivevano qui un tempo. Le persone facevano progetti, lavoravano, trascorrevano le serate con i propri cari e crescevano i propri figli, immaginando per loro un futuro. Poi sono arrivati i russi con la loro "liberazione". Hanno distrutto case, scuole, ospedali, cancellato interi quartieri e spezzato migliaia di vite. Dove un tempo c'erano famiglie, sogni e speranze, oggi restano soltanto macerie, morte e silenzio. Questa è la "liberazione" che la Russia ha portato a Bakhmut.

Juntos, l’Italia rafforza la cooperazione di polizia con l’America latina

Italia e America latina rafforzano la cooperazione nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. È questo l’obiettivo di “Juntos” , il nuovo progetto biennale presentato alla Scuola superiore di Polizia di Roma, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia, direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani. L’iniziativa, realizzata dalla Polizia di Stato insieme all’Organizzazione internazionale italo-latino americana (IILA), con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, coinvolgerà direttamente Argentina, Brasile, Cile e Colombia , mentre Ecuador e Perù parteciperanno come Paesi osservatori. Il programma punta a rafforzare la capacità di risposta comune di fronte a fenomeni criminali che hanno ormai assunto una dimensione strutturalmente transnazionale: criminalità organizzata, immigrazione clandestina e tratta di esseri umani, cybercrime e pedopornografia. Ambiti differenti, ma se...

Odesa, quindici vite spezzate in tre giorni

Quindici persone uccise in appena tre giorni dagli attacchi russi. Tra loro, quattro bambini. Dietro questi numeri ci sono volti, famiglie, affetti, vite quotidiane spezzate all'improvviso. Persone che avevano una casa, qualcuno da amare, progetti per il giorno dopo. È difficile guardare le immagini dell'ennesimo attacco contro un edificio residenziale di Odesa senza provare dolore. Ancora una volta, la guerra entra nelle case, colpisce chi dorme, chi vive la propria quotidianità, chi dovrebbe semplicemente poter sentirsi al sicuro. Il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che oggi piangono una persona cara. Dietro ogni volto di questa fotografia c'era una storia. E ogni storia interrotta lascia un vuoto che nessun numero potrà mai raccontare. Che la memoria di tutti coloro la cui vita è stata tolta da questa guerra continui a vivere.

Quando l'amicizia costa qualche centinaio di migliaia di dollari

A volte un regalo di nozze è semplicemente un regalo di nozze. E un amico è semplicemente un amico. È questa, più o meno, la spiegazione scelta da Donald Trump Jr e dalla moglie Bettina per rispondere alle domande suscitate dalla presenza di Umar Kremlev nelle celebrazioni che hanno accompagnato il loro matrimonio alle Bahamas. In fondo, cosa c'è di strano? Ci si sposa, un amico mette a disposizione un'isola privata, paga parte dei festeggiamenti, aggiunge uno spettacolo pirotecnico e alla fine il conto raggiunge qualche centinaio di migliaia di dollari. Una versione leggermente più impegnativa del servizio di piatti o della busta lasciata agli sposi. La precisazione della coppia, naturalmente, merita di essere registrata. La cerimonia vera e propria si è svolta in forma privata, alla presenza dei familiari. Nei due giorni successivi, però, Kremlev ha ospitato e sostenuto economicamente una parte consistente delle celebrazioni. Donald Trump Jr e Bettina non lo hanno negato. Era...

La pace sulla terra degli altri

Jared Kushner sostiene che Volodymyr Zelenskyy rifiuta di accettare i termini indicati dalla Russia. Il ragionamento, nella sua formulazione, appare quasi semplice: Putin avrebbe chiarito quale linea territoriale intende ottenere; se l'Ucraina accettasse di ritirarsi fino a quella linea, "il resto dell'accordo" sarebbe sostanzialmente già pronto. Tuttavia, dietro una frase apparentemente tecnica come "ritirarsi su quella linea" c'è qualcosa di molto meno astratto: città, villaggi, quartieri e case in cui milioni di persone hanno costruito la propria vita e che dovrebbero essere lasciati sotto il controllo russo per soddisfare le pretese di Mosca. La risposta di un cittadino ucraino riassume perfettamente il problema: "Un americano non eletto, senza esperienza diplomatica, mi sta dicendo che dovrei abbandonare la casa in cui vivo, il mio quartiere e la mia città, e accettare che tutto questo finisca sotto il controllo della Russia. Chiede all'Ucr...

Berlino riduce la presenza russa: dopo Lipsia oltre 150 persone devono lasciare la Germania

La risposta tedesca al tentato sabotaggio dell’aeroporto di Lipsia/Halle sta assumendo dimensioni ben superiori a quelle di una normale crisi diplomatica. Oltre 150 tra dipendenti delle rappresentanze russe e loro familiari dovranno lasciare la Germania in tempi brevi, secondo quanto comunicato dalla stessa ambasciata della Federazione Russa a Berlino. È una precisazione importante: la cifra comprende anche familiari e personale delle missioni e non significa, come alcuni titoli hanno lasciato intendere, che Berlino abbia espulso 150 diplomatici. Resta comunque una riduzione molto significativa della presenza istituzionale russa nel Paese, conseguenza diretta delle misure adottate dal governo federale dopo aver attribuito a Mosca il tentato attacco con droni dello scorso 4 agosto. L’episodio di Lipsia/Halle ha rappresentato un salto di qualità. L’obiettivo non era una struttura marginale. L’aeroporto è uno dei principali scali cargo europei e riveste anche un’importanza logistica per l...

La pace comincia dentro le persone

Guardate attentamente questa immagine. È una colomba di carta, piegata nei colori giallo e blu, tenuta delicatamente contro un cielo aperto. Fragile, quasi senza peso. Qualcosa che potrebbe essere stato realizzato in un tranquillo pomeriggio, senza immaginare che proprio quella piccola figura possa racchiudere un significato così grande. In quella colomba c’è una delle verità più profonde sulla rinascita dopo una guerra: la pace non scende dall’alto. Si costruisce. Lentamente, silenziosamente, con pazienza. E si costruisce prima di tutto dentro le persone. La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina non distrugge soltanto città, case, scuole, ospedali e infrastrutture. Ogni giorno lascia ferite meno visibili, ma non meno profonde. Sono quelle di chi vive con il suono delle sirene antiaeree, di chi si addormenta chiedendosi se durante la notte arriveranno droni o missili, di chi ha perso una persona cara, una casa, il proprio lavoro, il luogo nel quale è cresciuto. Sono le ferite di...

La diplomazia non è ammirazione

Ci sono parole che, in diplomazia, pesano più di altre. Non perché modifichino necessariamente il contenuto di un negoziato, ma perché rivelano il modo in cui un interlocutore viene percepito e, soprattutto, il ruolo che chi le pronuncia sembra attribuire a sé stesso. È per questo che alcune frasi pronunciate da Steve Witkoff davanti a Vladimir Putin, durante l'incontro del 5 settembre al Cremlino, meritano più attenzione di quanto potrebbe suggerire il loro carattere apparentemente informale. Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump, era a Mosca insieme a Jared Kushner. Rivolgendosi al presidente russo ha esordito ringraziandolo calorosamente per averli ricevuti e ha raccontato che, poco prima dell'incontro, lui, Kushner, Kirill Dmitriev e successivamente Yury Ushakov stavano parlando di quando sarebbero andati in pensione e delle "incredible stories and incredible memories" che avrebbero avuto da raccontare. Poi la conclusione rivolta direttamente a Put...

L’Europa stringe sui visti russi dopo il caso Lipsia

La Commissione europea sta valutando nuove restrizioni sui visti destinati ai cittadini russi, nel quadro delle misure adottate per contrastare i rischi legati alle attività ostili condotte da Paesi terzi. L’iniziativa arriva mentre proseguono le indagini sul tentato attentato all’aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania. Il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, ha annunciato che Bruxelles intende introdurre “misure restrittive mirate” per ridurre i rischi connessi ad “azioni ostili da parte di Paesi terzi”, senza però precisare quale forma potranno assumere le nuove limitazioni. Le misure dovrebbero essere inserite nell’ambito della prossima revisione del Codice dei visti dell’Unione europea, per la quale al momento non è stata ancora indicata una data. Lammert ha ricordato come il numero dei visti rilasciati ai cittadini russi sia già diminuito drasticamente dall’inizio della guerra di aggressione su larga scala della Russia contro l’Ucraina. Prima del 2022 venivano conc...

La grande vittoria russa su un villaggio di 45 abitanti

Un minuscolo villaggio di 45 abitanti presentato dalla televisione russa come una grande vittoria militare. Ancora una volta, la propaganda di Mosca celebra la conquista di località quasi abbandonate come se l'esercito russo avesse appena preso Berlino. Nel servizio di Russia 1 si esaltano i successi ottenuti negli ultimi due mesi: Piskunivka, Pershomarivka e Orikhovatka. Nomi che probabilmente il 99,9% dei cittadini russi non aveva mai sentito prima. Pershomarivka, tanto per capire di cosa stiamo parlando, nel 2001 contava appena 45 abitanti (avete letto bene: 45). Eppure, per avanzare di pochi chilometri e conquistare villaggi ridotti ormai a poche case, l'esercito russo avrebbe subito, nell'arco di appena due mesi, perdite nell'ordine delle decine di migliaia di uomini. Una cifra che rende ancora più impressionante il confronto con la guerra sovietica in Afghanistan, durata quasi dieci anni. Ed è proprio questo il punto che la propaganda evita accuratamente di affro...

Condannata a quindici anni di colonia penale per essere rimasta ucraina

Quando il giudice ha iniziato a leggere il testo della sentenza, Svitlana Loy non ha protestato, non ha implorato clemenza, non ha chiesto pietà. Ha cantato. Dietro le sbarre di un'aula di tribunale a Mosca, una donna ucraina di settant'anni ha intonato "Ridna maty moya", "Mia cara madre", una delle canzoni più amate della tradizione ucraina, un canto che parla delle proprie radici, della casa dalla quale si parte e alla quale si rimane legati per sempre. Era il 25 agosto 2026. Pochi istanti dopo, il Primo tribunale d'appello di giurisdizione generale di Mosca avrebbe confermato la sua condanna: quindici anni di colonia penale, seguiti da un ulteriore anno di restrizione della libertà. Il suo crimine? Essere rimasta fedele all'Ucraina . Svitlana Loy è nata il 10 giugno 1956 e viveva a Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia, città occupata dalle forze russe nelle prime settimane dell'invasione su larga scala dell'Ucraina. Tra gennaio e novem...

Senza vergogna

Il 19 agosto 2026, nel villaggio di Byuteydyakh, nella Repubblica di Sacha (Jacuzia), è stato inaugurato un nuovo busto di Iosif Stalin. È il decimo monumento dedicato al dittatore sovietico eretto nella sola Jacuzia. La Repubblica di Sacha si trova nella Siberia orientale e, con una superficie superiore ai tre milioni di chilometri quadrati, costituisce la più vasta suddivisione amministrativa del mondo. Proprio questo immenso territorio, durante il periodo staliniano, fu interessato da una vasta rete di campi e distaccamenti del sistema Gulag, nei quali migliaia di prigionieri vennero impiegati nell'estrazione dell'oro, dello stagno, del carbone e di altri minerali, oltre che nella costruzione di infrastrutture strategiche. Erano luoghi nei quali la repressione politica si sommava alla brutalità delle condizioni ambientali. I detenuti erano costretti a lavorare nella taiga e nella tundra siberiana, con temperature che durante l'inverno potevano scendere sotto i 50 gradi c...

Prima di Amazon: la storia di Jacklyn Bezos

La storia di Jacklyn Bezos non è soltanto una vicenda familiare legata alla nascita di Amazon. È anche una storia di mobilità sociale, resilienza e capacità di investimento sul futuro: tre elementi che hanno contribuito a costruire quella cultura americana dell’iniziativa individuale dalla quale sono nate alcune delle imprese che oggi esercitano un peso economico, tecnologico e persino geopolitico globale . Albuquerque, Nuovo Messico. Il 12 gennaio 1964 Jacklyn Gise partorisce un figlio, esattamente due settimane dopo aver compiuto 17 anni. Frequenta ancora il liceo, e la dirigenza le comunica che non potrà finire gli studi. Lei non accetta la risposta. "Ho protestato e ho continuato a protestare", raccontò anni dopo. "Alla fine la scuola cedette." La riammisero, ma a condizioni precise: non poteva parlare con gli altri studenti, non poteva mangiare in mensa, doveva entrare e uscire dall'istituto entro cinque minuti dalla campanella e non avrebbe potuto sali...

USA: allarme sul rischio di autoritarismo nell’Amministrazione Trump

Non capita spesso che centinaia di uomini e donne abituati per professione a osservare dall'ombra governi stranieri, crisi politiche e processi di destabilizzazione decidano di applicare gli stessi strumenti analitici al proprio Paese. È precisamente ciò che sta facendo The Steady State, una rete che oggi riunisce oltre 400 ex funzionari della sicurezza nazionale americana provenienti, tra gli altri, da CIA, FBI, Dipartimento di Stato, Dipartimento della Difesa e Department of Homeland Security. L'allarme rilanciato in questi giorni dal Financial Times non nasce quindi semplicemente dalle dichiarazioni di qualche ex agente ostile a Donald Trump. Alla base esiste un vero documento analitico, Accelerating Authoritarian Dynamics: Assessment of Democratic Decline , pubblicato il 16 ottobre 2025 e successivamente aggiornato, nel quale ex analisti della Intelligence Community hanno fatto qualcosa di decisamente insolito: utilizzare il metodo dell'intelligence statunitense per...

La guerra russa contro l’Europa che molti non vogliono vedere

Per capire se la Russia rappresenti davvero una minaccia per l’Europa si continua spesso a porre la domanda sbagliata: Vladimir Putin attaccherà un Paese della Nato? Formulata in questo modo, la questione evoca inevitabilmente colonne di carri armati che attraversano il confine estone o polacco, missili contro le capitali europee e l’attivazione dell’articolo 5 del Trattato Atlantico. Poiché nulla di tutto questo è ancora accaduto, diventa facile concludere che la minaccia russa sia sopravvalutata e che Mosca non abbia alcun interesse a confrontarsi direttamente con l’Occidente. Il problema è che il confronto è già in corso. Semplicemente non assume la forma convenzionale che molti continuano ad aspettarsi. Basta osservare ciò che è accaduto nei primi sette mesi del 2026. Droni e velivoli militari hanno ripetutamente interessato lo spazio aereo dei Paesi della Nato; bombardieri strategici e aerei da ricognizione russi hanno operato nel Baltico; sistemi di guerra elettronica hanno distu...