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Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
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Non chiamatela guerra: quando il linguaggio nasconde il terrore

Smettiamola di chiamarla semplicemente “guerra”, perché le parole che scegliamo non sono mai neutre e, in questo caso, funzionano come un anestetico morale che ci permette di osservare l’orrore senza davvero sentirne il peso. La parola “guerra” suggerisce qualcosa di tragicamente umano ma quasi inevitabile , una collisione tra forze contrapposte che sfugge al controllo dei singoli, un fenomeno che, pur nella sua brutalità , sembra appartenere a un ordine quasi naturale delle cose. Ma ciò che sta accadendo in Ucraina , da Kherson a tante altre città e villaggi, non può essere archiviato con questa leggerezza semantica, perché “guerra” non basta a spiegare , né tantomeno a contenere, la sistematicità della violenza che si manifesta ogni giorno. Quando un operatore di drone  russo osserva attraverso uno schermo e decide deliberatamente di colpire un obiettivo civile , quando un treno passeggeri diventa bersaglio e le vite che lo abitano vengono cancellate in un istante, non...

La guerra dei 60 giorni

C’è un errore ricorrente nel modo in cui leggiamo i conflitti contemporanei: li osserviamo con lo sguardo rivolto esclusivamente al campo di battaglia , tra missili, basi, avanzate e rappresaglie, cioè tutto ciò che è visibile e immediatamente misurabile. Eppure, spesso, non è lì che si decide davvero l’esito di una guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Iran — reale o potenziale — esiste una variabile meno spettacolare ma infinitamente più determinante: il tempo politico , un tempo che non scorre in modo uniforme per tutti gli attori e che, soprattutto, non ha lo stesso peso a Washington e a Teheran. Negli Stati Uniti, infatti, la guerra non è mai soltanto una questione militare, ma è inevitabilmente anche una questione istituzionale. La War Powers Resolution del 1973 impone al Presidente un limite preciso: circa 60 giorni di operazioni senza l’autorizzazione del Congresso. Superata quella soglia, il conflitto entra in una fase diversa, in cui non è più soltanto la dimensione este...

La Russia pubblica gli indirizzi degli impianti europei per droni, etichettandoli come potenziali obiettivi

Il Ministero della Difesa russo ha diffuso un elenco di aziende internazionali — con sedi in Europa e altrove — accusandole di contribuire alla produzione di droni utilizzati dall’Ucraina nella propria difesa. Secondo Mosca, queste strutture potrebbero essere considerate obiettivi militari, una dichiarazione che rappresenta un’ulteriore escalation retorica e una minaccia diretta anche verso territori europei. La lista, pubblicata il 15 aprile sui canali ufficiali russi, include località in Germania, Danimarca, Lettonia, Italia, Israele, Repubblica Ceca, Regno Unito e Turchia. Undici di queste sedi vengono descritte come “filiali di società ucraine in Europa”, situate in città come Londra, Monaco, Riga, Vilnius e Praga. Altre dieci aziende — tra cui realtà a Madrid, Venezia e Haifa — sono state etichettate come imprese straniere coinvolte nella produzione di componenti militari destinati all’Ucraina. Mosca ha giustificato la pubblicazione sostenendo di voler “informare il pubblico europ...

Kyiv, non Kiev: rispetto e verità per l’Ucraina

C’è una forma di rispetto che non passa soltanto dalle dichiarazioni ufficiali, dalle sanzioni o dagli aiuti militari, ma si annida nel linguaggio quotidiano , nelle scelte apparentemente minime che compiamo ogni volta che nominiamo un luogo, una città, una persona. È proprio lì che si misura il nostro grado di attenzione e responsabilità , ed è lì che troppo spesso, anche in Italia, emergono limiti e automatismi difficili da scardinare. Continuare a dire Kiev invece di Kyiv non è una semplice questione fonetica o di abitudine: è l’eco di una visione del mondo filtrata per decenni dalla lingua e dalla prospettiva russa , una lente che ha contribuito a oscurare l’identità autonoma dell’Ucraina. La traslitterazione dal russo, infatti, non è neutra: è il riflesso di un rapporto di potere, di una storia di dominazione culturale e politica che oggi, alla luce della brutale aggressione da parte della Russia, non può più essere ignorata né perpetuata inconsapevolmente . Scegliere ...

Il ricordo del Generale Raffaele Vacca: servitore dello Stato e amico sincero

La notizia della scomparsa del Generale di Divisione Raffaele Vacca ha colpito profondamente non solo l’ Arma dei Carabinieri , ma tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo . Se ne va un uomo che ha dedicato l’intera esistenza al servizio dello Stato , alla difesa della legalità e alla tutela del bene comune , lasciando un’eredità morale difficile da eguagliare. Il Generale Vacca è venuto a mancare sabato 11 aprile 2026, suscitando cordoglio e commozione in tutto l’ambiente militare e istituzionale. Una vita spesa con rigore, disciplina e senso del dovere, sempre guidata da valori profondi e incrollabili. Ma ridurre il Generale Vacca al suo ruolo istituzionale sarebbe limitante. Egli è stato molto più di un alto ufficiale: è stato un esempio di integrità , una guida per i più giovani e un punto di riferimento umano oltre che professionale. Il suo impegno, spesso rivolto anche alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza del territorio , testimonia una visione modern...

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Affari con l’aggressore: il volto peggiore del profitto

La vicenda di Manfred Gruber parte da fatti precisi: il commerciante d’armi altoatesino è stato arrestato negli Stati Uniti lo scorso ottobre mentre si recava a una fiera di settore a Washington ed è attualmente detenuto in un carcere federale a New York, in attesa di giudizio .  Secondo le autorità americane e l’FBI, avrebbe esportato illegalmente munizioni di fabbricazione statunitense verso la Russia, violando le sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. L’accusa sostiene che Gruber fosse pienamente consapevole dei divieti e che abbia costruito un sistema di società di comodo e triangolazioni, passando anche dal Kirghizistan, per mascherare la reale destinazione delle forniture, per un valore di centinaia di migliaia di dollari. Davanti al giudice, lo stesso Gruber ha ammesso le proprie responsabilità . La vicenda colpisce non solo per la gravità delle accuse e per l’ammissione di colpevolezza, ma perché il comportamento di questo connazionale finisce per gettare un’om...

Kostyantynivka, una città cancellata dalla guerra

La città di Kostyantynivka , nel cuore della regione del Donbas, appare oggi come un paesaggio spettrale . Le immagini mostrano edifici sventrati, strade deserte e infrastrutture ridotte in macerie dopo mesi di bombardamenti russi . Un tempo centro industriale della Donetsk Oblast, Kostyantynivka è stata progressivamente svuotata dei suoi abitanti, costretti a fuggire sotto il fuoco costante dell’artiglieria. Ciò che resta è una città segnata profondamente dalla guerra: scuole distrutte, abitazioni colpite e servizi essenziali ormai collassati. Il video documenta non solo la devastazione materiale , ma anche il silenzio irreale che ha sostituito la vita quotidiana. È il volto concreto del conflitto in Ucraina orientale , dove intere comunità vengono cancellate e la ricostruzione appare ancora lontana. Kostyantynivka diventa così simbolo di una guerra che continua a trasformare città vive in rovine, lasciando dietro di sé distruzione e memoria .