Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
Il 9 maggio, a Mosca , non si celebra più una vittoria. Si celebra una liturgia del potere . È questo il dato che emerge con maggiore chiarezza dall’ ultima parata sulla Piazza Rossa : non tanto la forza della Russia, quanto il bisogno sempre più evidente del Cremlino di preservare un mito storico che si sta progressivamente sgretolando sotto il peso della guerra in Ucraina. Per decenni il “Giorno della Vittoria” ha rappresentato il cuore simbolico dell’identità statale russa . La celebrazione della sconfitta del nazismo è stata trasformata da Vladimir Putin nel grande rito civile della Federazione Russa contemporanea, un collante ideologico capace di tenere insieme nostalgia sovietica, nazionalismo e militarismo . Ma la parata di quest’anno ha restituito un’immagine molto diversa da quella che il Cremlino avrebbe voluto proiettare. Più che una dimostrazione di potenza, è sembrata la rappresentazione plastica di un sistema in difficoltà, costretto a nascondere le proprie fragili...