Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
Per oltre ventisei anni Vladimir Putin ha costruito il proprio potere attorno a un’idea molto precisa: quella di una Russia stabile, prevedibile, capace di imporsi all’esterno e di garantire all’interno un equilibrio fondato su paura, benessere relativo e assenza di alternative politiche reali. Anche chi non sosteneva apertamente il Cremlino finiva spesso per accettarne implicitamente il ruolo, convinto che non esistesse un’altra strada possibile. Oggi però qualcosa sembra essersi incrinato. Non necessariamente nelle piazze, dove la repressione continua a rendere quasi impossibile qualunque opposizione organizzata, ma nel modo in cui le élite russe parlano del potere, del futuro e dello stesso Putin. Secondo diverse analisi provenienti anche da ambienti vicini all’establishment russo, il cambiamento più significativo non riguarda tanto il consenso ufficiale quanto il linguaggio. Fino a poco tempo fa la guerra contro l’Ucraina veniva descritta come una scelta collettiva, un percorso con...