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Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
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Alassio, cittadina russa indagata per un'evasione fiscale da 11 milioni di euro

Una cittadina russa di circa 50 anni , residente ad Alassio e indicata come familiare di un noto oligarca, è indagata dalla Procura della Repubblica di Savona per una presunta evasione fiscale quantificata in circa 11 milioni di euro . L'indagine, condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona con la Compagnia di Albenga , ha preso avvio da una verifica sulla posizione fiscale della donna, residente in Liguria dal 2018. Da allora avrebbe acquistato sette immobili di pregio sulla Riviera ligure, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, tra cui un attico ad Alassio stimato in circa 2 milioni. Secondo l'ipotesi investigativa, la stabile presenza in Italia avrebbe comportato l'obbligo di dichiarare nel nostro Paese i redditi e le attività detenute anche all'estero. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere un patrimonio finanziario di circa 50 milioni di euro, oltre a diversi beni immobili posseduti sia in Italia sia in Russia. L'Agen...

Quando il segreto diventa merce: il caso Hanning scuote il BND

L'immagine ha qualcosa di simbolico. August Hanning , ottant'anni, capelli bianchi, camicia chiara e giacca scura, viene accompagnato dagli agenti fuori dalla propria abitazione nel Nordreno-Vestfalia. Non è un funzionario qualsiasi. Per anni è stato uno degli uomini chiamati a custodire alcuni dei segreti più sensibili della Germania. È stato Presidente   del Bundesnachrichtendienst, il BND, il servizio di intelligence estero tedesco dal dicembre 1998 al novembre 2005 e    successivamente Segretario di Stato al Ministero federale dell'Interno . Oggi si trova dall'altra parte. La Procura federale tedesca lo sospetta, tra l'altro, di aver acquisito illegalmente informazioni classificate provenienti dal BND e di averle utilizzate nell'ambito delle proprie attività private. Le contestazioni comprendono ipotesi estremamente gravi: spionaggio, acquisizione di segreti di Stato, attività di intelligence per conto di soggetti stranieri e tentato tradimento. Accuse ...

Quando colpire i civili diventa strategia

Come descrivereste uno Stato che prende di mira un ponte della metropolitana intasato di pendolari? Guardate attentamente questa immagine. Sotto scorre il fiume. Dentro quel treno ci sono lavoratori, genitori, studenti che stanno tornando a casa. Sopra di loro, un drone esplosivo russo a reazione colpisce il ponte d’acciaio e la barriera protettiva. Quando un governo utilizza droni esplosivi contro edifici residenziali mentre le famiglie dormono, non si può parlare di strategia militare. Quando vengono colpiti magazzini alimentari e poi si attende l’arrivo dei soccorritori per lanciare un secondo attacco contro chi sta cercando di salvare vite, non si tratta di un "danno collaterale". Quando esseri umani vengono torturati nei seminterrati dei territori occupati, non siamo più nel terreno della geopolitica, ma in quello della repressione e della violenza sistematica. E quando uomini accusati di aver partecipato a esecuzioni, torture e atrocità vengono celebrati, premiati o...

Il compito mai finito di Daniel

Sul pavimento di un appartamento devastato di Kyiv è rimasto aperto un quaderno di scuola . Le pagine sono ancora lì, tra polvere e macerie . La scrittura ordinata di un ragazzo di quattordici anni, alcune parole sottolineate, un compito che avrebbe dovuto essere terminato quella mattina. Sul foglio sono rimaste anche le tracce di ciò che è accaduto pochi istanti dopo. Quel quaderno apparteneva a Daniel Umansky. La mattina del 25 settembre Daniel era nella sua stanza e stava facendo i compiti. Doveva scrivere di Volodymyr Monomakh , principe della Rus' di Kyiv vissuto tra l'XI e il XII secolo, e riflettere sugli insegnamenti morali contenuti nella sua celebre opera "Istruzione ai figli" : il rispetto per gli altri, la protezione dei più deboli, l'aiuto agli orfani, il dovere di chi possiede forza e autorità di non abusarne . Principi formulati oltre nove secoli fa, che un ragazzo del XXI secolo stava cercando di tradurre nelle parole del proprio tempo .  Dani...

Toretsk, la città "liberata" da Mosca

  Un video straziante, che sembra tratto da un vecchio film in bianco e nero sulla Seconda guerra mondiale. Ma questa non è Stalingrado. È Toretsk, nella regione di Donetsk, in Ucraina. Prima dell'invasione russa su vasta scala, qui vivevano quasi 31.000 persone. Oggi Toretsk è una città fantasma: edifici sventrati, quartieri ridotti in macerie, strade senza più vita. La narrazione ufficiale del Cremlino continua a chiamare tutto questo "liberazione". Le immagini raccontano ciò che resta della città.

Le Pen e Bardella, cosa hanno scoperto sulla Russia?

Le operazioni clandestine, il sabotaggio, gli attacchi informatici e le campagne di disinformazione rappresentano ormai una componente strutturale della strategia con cui Mosca cerca di esercitare pressione sui Paesi europei che sostengono l'Ucraina. Una guerra condotta al di sotto della soglia dello scontro militare diretto, nella quale gli apparati di intelligence russi operano attraverso reti clandestine, intermediari e strumenti di destabilizzazione, prendendo di mira infrastrutture strategiche, interessi economici e istituzioni democratiche. La portata di questa minaccia, tuttavia, potrebbe essere ben più ampia di quanto emerga dalle informazioni rese pubbliche. A suggerirlo è quanto accaduto recentemente in Francia, dove un vertice convocato dal presidente Emmanuel Macron all'Eliseo , con la partecipazione dei responsabili dei servizi di intelligence, è stato seguito da una significativa presa di posizione del Rassemblement National sulle attività ostili russe. Il comunic...

La NATO non promise di non espandersi verso est: cosa dice davvero il memorandum del 9 febbraio 1990

Tra gli argomenti più ricorrenti a sostegno della posizione russa sull'Ucraina figura la tesi di una presunta promessa fatta dall'Occidente a Mosca nel 1990. Secondo questa tesi la NATO si sarebbe impegnata a non espandersi verso est, per poi tradire quell'impegno e offrire così alla Russia una giustificazione per l'intervento militare del 2014 e, di nuovo, per quello del 2022. A sostegno di questa ricostruzione viene spesso citato un documento ufficiale del Dipartimento di Stato americano , ora desecretato e reso pubblico dal National Security Archive della George Washington University . Si tratta del Memorandum di Conversazione relativo all'incontro del 9 febbraio 1990 a Mosca tra il Segretario di Stato statunitense James Baker e il leader sovietico Mikhail Gorbaciov. Il documento è autentico e contiene effettivamente la formula destinata a diventare celebre, "neanche un pollice a est". Per capirne il significato, però, bisogna chiedersi di che cosa...

Operazione Atlas Nexus: 490 arresti tra Europa e America Latina. Maxi offensiva contro il crimine transnazionale

Sequestrate oltre 156 tonnellate di stupefacenti. Un'operazione internazionale, realizzata nell'ambito del programma europeo EL PACCTO 2.0 , ha mobilitato migliaia di operatori delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie per contrastare le reti criminali che operano tra le due sponde dell'Atlantico. La criminalità organizzata transnazionale subisce un importante colpo nell'ambito della cooperazione internazionale tra Europa e America Latina . L'operazione denominata " Atlas Nexus ", i cui risultati sono stati resi noti oggi, 21 settembre, ha portato all'arresto di 490 persone e al sequestro di 37,6 tonnellate di cocaina e 118,6 tonnellate di cannabis . Un intervento di vasta portata che conferma la crescente importanza della collaborazione tra le autorità investigative e giudiziarie dei diversi Paesi nel contrasto alle organizzazioni criminali attive su scala internazionale. Secondo quanto comunicato dalle autorità coinvolte, Atlas Nexus ha ...

Quando una croce rossa diventa un bersaglio

Quando si colpisce deliberatamente un'ambulanza, non si commette soltanto un crimine di guerra. Si dichiara guerra all'idea stessa di umanità, a quel principio fondamentale secondo cui la vita di una persona deve essere protetta anche quando tutto intorno prevalgono la violenza e la distruzione. Ieri è accaduto di nuovo in Ucraina. Un drone russo ha colpito un'ambulanza che trasportava un paziente. Il veicolo è stato completamente avvolto dalle fiamme, fino a essere ridotto a uno scheletro di metallo carbonizzato. Due operatori sanitari sono rimasti feriti. Un altro attacco contro chi non combatte, ma cerca semplicemente di salvare delle vite. Mi domando cosa possa spingere un essere umano, attraverso la telecamera di un drone, a individuare un'ambulanza e decidere di colpirla. Cosa possa portare qualcuno a considerare un bersaglio un veicolo destinato al soccorso, una barella, un medico che cerca di raggiungere un ferito o un infermiere che tenta di strappare una perso...

Guardate le sue mani. Il volto della guerra che l’Ucraina vive ogni giorno

Ho riflettuto a lungo prima di decidere se condividere questo video che ho ricevuto dall'Ucraina. Non perché le immagini siano particolarmente cruente, ma perché mostrano qualcosa che, a mio avviso, è ancora più difficile da raccontare: la paura di una persona comune, la sua fragilità, il tentativo disperato di ritrovare un po' di calma mentre intorno a lei la guerra continua a scandire ogni momento della vita. Alla fine ho deciso di condividerlo, perché credo che, per comprendere davvero ciò che sta vivendo il popolo ucraino, sia necessario guardare anche ciò che le immagini delle città distrutte non riescono a mostrarci. Guardate attentamente questa ragazza. Guardate le sue mani, il suo volto, il modo in cui cerca di ritrovare un po' di calma mentre si trova in una stazione ferroviaria di Kyiv. Non è una scena tratta da un film. È la realtà che la popolazione ucraina è costretta ad affrontare dopo oltre quattro anni e mezzo di invasione russa su vasta scala. Dietro le imm...

Donald Trump dice che suo figlio rimborserà l'oligarca russo per le feste di nozze

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdì che suo figlio, Donald Trump Jr., gli ha detto che avrebbe rimborsato un oligarca russo che aveva finanziato i festeggiamenti per il suo matrimonio alle Bahamas a maggio.  La vicenda assume un significato ancora più interessante perché, proprio nei giorni scorsi, avevo già richiamato l'attenzione sul coinvolgimento di Umar Kremlev nei festeggiamenti nuziali di Donald Trump Jr., evidenziando gli interrogativi sollevati dalla generosità dell'imprenditore russo e dai suoi rapporti con il potere di Mosca. Nell'articolo «Quando l'amicizia costa qualche centinaio di migliaia di dollari»  , pubblicato su questa pagina, avevo affrontato proprio questo aspetto della vicenda. Ora, alla luce dell'indagine avviata dai democratici al Congresso e delle dichiarazioni del presidente Trump circa l'intenzione del figlio di rimborsare Kremlev, la questione torna al centro dell'attenzione. Il rimborso, qualora...

Bakhmut prima e dopo la "liberazione" russa

Prima c'era una città viva. Quasi 80.000 persone vivevano qui un tempo. Le persone facevano progetti, lavoravano, trascorrevano le serate con i propri cari e crescevano i propri figli, immaginando per loro un futuro. Poi sono arrivati i russi con la loro "liberazione". Hanno distrutto case, scuole, ospedali, cancellato interi quartieri e spezzato migliaia di vite. Dove un tempo c'erano famiglie, sogni e speranze, oggi restano soltanto macerie, morte e silenzio. Questa è la "liberazione" che la Russia ha portato a Bakhmut.

Juntos, l’Italia rafforza la cooperazione di polizia con l’America latina

Italia e America latina rafforzano la cooperazione nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. È questo l’obiettivo di “Juntos” , il nuovo progetto biennale presentato alla Scuola superiore di Polizia di Roma, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia, direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani. L’iniziativa, realizzata dalla Polizia di Stato insieme all’Organizzazione internazionale italo-latino americana (IILA), con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, coinvolgerà direttamente Argentina, Brasile, Cile e Colombia , mentre Ecuador e Perù parteciperanno come Paesi osservatori. Il programma punta a rafforzare la capacità di risposta comune di fronte a fenomeni criminali che hanno ormai assunto una dimensione strutturalmente transnazionale: criminalità organizzata, immigrazione clandestina e tratta di esseri umani, cybercrime e pedopornografia. Ambiti differenti, ma se...

Odesa, quindici vite spezzate in tre giorni

Quindici persone uccise in appena tre giorni dagli attacchi russi. Tra loro, quattro bambini. Dietro questi numeri ci sono volti, famiglie, affetti, vite quotidiane spezzate all'improvviso. Persone che avevano una casa, qualcuno da amare, progetti per il giorno dopo. È difficile guardare le immagini dell'ennesimo attacco contro un edificio residenziale di Odesa senza provare dolore. Ancora una volta, la guerra entra nelle case, colpisce chi dorme, chi vive la propria quotidianità, chi dovrebbe semplicemente poter sentirsi al sicuro. Il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che oggi piangono una persona cara. Dietro ogni volto di questa fotografia c'era una storia. E ogni storia interrotta lascia un vuoto che nessun numero potrà mai raccontare. Che la memoria di tutti coloro la cui vita è stata tolta da questa guerra continui a vivere.

Quando l'amicizia costa qualche centinaio di migliaia di dollari

A volte un regalo di nozze è semplicemente un regalo di nozze. E un amico è semplicemente un amico. È questa, più o meno, la spiegazione scelta da Donald Trump Jr e dalla moglie Bettina per rispondere alle domande suscitate dalla presenza di Umar Kremlev nelle celebrazioni che hanno accompagnato il loro matrimonio alle Bahamas. In fondo, cosa c'è di strano? Ci si sposa, un amico mette a disposizione un'isola privata, paga parte dei festeggiamenti, aggiunge uno spettacolo pirotecnico e alla fine il conto raggiunge qualche centinaio di migliaia di dollari. Una versione leggermente più impegnativa del servizio di piatti o della busta lasciata agli sposi. La precisazione della coppia, naturalmente, merita di essere registrata. La cerimonia vera e propria si è svolta in forma privata, alla presenza dei familiari. Nei due giorni successivi, però, Kremlev ha ospitato e sostenuto economicamente una parte consistente delle celebrazioni. Donald Trump Jr e Bettina non lo hanno negato. Era...

La pace sulla terra degli altri

Jared Kushner sostiene che Volodymyr Zelenskyy rifiuta di accettare i termini indicati dalla Russia. Il ragionamento, nella sua formulazione, appare quasi semplice: Putin avrebbe chiarito quale linea territoriale intende ottenere; se l'Ucraina accettasse di ritirarsi fino a quella linea, "il resto dell'accordo" sarebbe sostanzialmente già pronto. Tuttavia, dietro una frase apparentemente tecnica come "ritirarsi su quella linea" c'è qualcosa di molto meno astratto: città, villaggi, quartieri e case in cui milioni di persone hanno costruito la propria vita e che dovrebbero essere lasciati sotto il controllo russo per soddisfare le pretese di Mosca. La risposta di un cittadino ucraino riassume perfettamente il problema: "Un americano non eletto, senza esperienza diplomatica, mi sta dicendo che dovrei abbandonare la casa in cui vivo, il mio quartiere e la mia città, e accettare che tutto questo finisca sotto il controllo della Russia. Chiede all'Ucr...

Berlino riduce la presenza russa: dopo Lipsia oltre 150 persone devono lasciare la Germania

La risposta tedesca al tentato sabotaggio dell’aeroporto di Lipsia/Halle sta assumendo dimensioni ben superiori a quelle di una normale crisi diplomatica. Oltre 150 tra dipendenti delle rappresentanze russe e loro familiari dovranno lasciare la Germania in tempi brevi, secondo quanto comunicato dalla stessa ambasciata della Federazione Russa a Berlino. È una precisazione importante: la cifra comprende anche familiari e personale delle missioni e non significa, come alcuni titoli hanno lasciato intendere, che Berlino abbia espulso 150 diplomatici. Resta comunque una riduzione molto significativa della presenza istituzionale russa nel Paese, conseguenza diretta delle misure adottate dal governo federale dopo aver attribuito a Mosca il tentato attacco con droni dello scorso 4 agosto. L’episodio di Lipsia/Halle ha rappresentato un salto di qualità. L’obiettivo non era una struttura marginale. L’aeroporto è uno dei principali scali cargo europei e riveste anche un’importanza logistica per l...

La pace comincia dentro le persone

Guardate attentamente questa immagine. È una colomba di carta, piegata nei colori giallo e blu, tenuta delicatamente contro un cielo aperto. Fragile, quasi senza peso. Qualcosa che potrebbe essere stato realizzato in un tranquillo pomeriggio, senza immaginare che proprio quella piccola figura possa racchiudere un significato così grande. In quella colomba c’è una delle verità più profonde sulla rinascita dopo una guerra: la pace non scende dall’alto. Si costruisce. Lentamente, silenziosamente, con pazienza. E si costruisce prima di tutto dentro le persone. La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina non distrugge soltanto città, case, scuole, ospedali e infrastrutture. Ogni giorno lascia ferite meno visibili, ma non meno profonde. Sono quelle di chi vive con il suono delle sirene antiaeree, di chi si addormenta chiedendosi se durante la notte arriveranno droni o missili, di chi ha perso una persona cara, una casa, il proprio lavoro, il luogo nel quale è cresciuto. Sono le ferite di...

La diplomazia non è ammirazione

Ci sono parole che, in diplomazia, pesano più di altre. Non perché modifichino necessariamente il contenuto di un negoziato, ma perché rivelano il modo in cui un interlocutore viene percepito e, soprattutto, il ruolo che chi le pronuncia sembra attribuire a sé stesso. È per questo che alcune frasi pronunciate da Steve Witkoff davanti a Vladimir Putin, durante l'incontro del 5 settembre al Cremlino, meritano più attenzione di quanto potrebbe suggerire il loro carattere apparentemente informale. Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump, era a Mosca insieme a Jared Kushner. Rivolgendosi al presidente russo ha esordito ringraziandolo calorosamente per averli ricevuti e ha raccontato che, poco prima dell'incontro, lui, Kushner, Kirill Dmitriev e successivamente Yury Ushakov stavano parlando di quando sarebbero andati in pensione e delle "incredible stories and incredible memories" che avrebbero avuto da raccontare. Poi la conclusione rivolta direttamente a Put...