Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo
Ci sono parole che, in diplomazia, pesano più di altre. Non perché modifichino necessariamente il contenuto di un negoziato, ma perché rivelano il modo in cui un interlocutore viene percepito e, soprattutto, il ruolo che chi le pronuncia sembra attribuire a sé stesso. È per questo che alcune frasi pronunciate da Steve Witkoff davanti a Vladimir Putin, durante l'incontro del 5 settembre al Cremlino, meritano più attenzione di quanto potrebbe suggerire il loro carattere apparentemente informale. Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump, era a Mosca insieme a Jared Kushner. Rivolgendosi al presidente russo ha esordito ringraziandolo calorosamente per averli ricevuti e ha raccontato che, poco prima dell'incontro, lui, Kushner, Kirill Dmitriev e successivamente Yury Ushakov stavano parlando di quando sarebbero andati in pensione e delle "incredible stories and incredible memories" che avrebbero avuto da raccontare. Poi la conclusione rivolta direttamente a Put...