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Iran, la nuova minaccia delle mine nello Stretto di Hormuz

L’ultima strategia della Repubblica islamica dell’Iran per colpire l’economia globale e creare difficoltà al traffico marittimo nel Golfo Persico potrebbe passare attraverso l’impiego di mine navali. Si tratta di “armi relativamente semplici ma capaci di conferire a Teheran un potere sproporzionato”, ha scritto il Wall Street Journal, ricordando come siano tra le minacce più distruttive che la Marina degli Stati Uniti abbia mai affrontato.

Secondo un rapporto pubblicato mercoledì dall’Institute for the Study of War, l’Iran avrebbe già posizionato una decina di mine nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più strategici per il commercio energetico mondiale. Nonostante le forze armate statunitensi abbiano dichiarato di aver distrutto 28 imbarcazioni progettate per il posizionamento di mine, Teheran potrebbe comunque dispiegarle utilizzando piccole barche difficili da individuare e neutralizzare.

Dall’inizio della risposta “asimmetrica” dell’Iran agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele nel paese, molti analisti stanno cercando di valutare la reale capacità militare del regime e, soprattutto, per quanto tempo le sue forze armate possano continuare a sostenere il conflitto. È una delle domande più ricorrenti dal 28 febbraio, data di inizio delle ostilità.

Per quanto riguarda l’arsenale missilistico, tuttavia, secondo le intelligence israeliana e statunitense il tempo potrebbe giocare contro Teheran. Martedì il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l’Iran ha registrato il numero più basso di lanci di missili balistici in 24 ore dall’inizio della guerra. Il ritmo degli attacchi è diminuito di oltre il 90% rispetto al picco del primo giorno: dai circa 480 lanci del 28 febbraio si è passati a circa 40 il 9 marzo.

Prima dell’inizio del conflitto, le stime indicavano che l’Iran disponesse di circa 2.500 missili balistici, con gittate comprese tra poche centinaia di chilometri e oltre 2.000. La capacità produttiva del Paese sarebbe di circa un centinaio di missili al mese. Tuttavia, gli attacchi condotti negli ultimi giorni contro i siti di produzione e i sistemi di lancio stanno rallentando questa capacità. Finora, secondo le stime, Teheran avrebbe già impiegato circa 700 missili.

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