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Sicurezza nazionale, via al rinnovamento della difesa aerea dell’Esercito

L’Esercito Italiano accelera sul fronte della difesa aerea e antimissile con la consegna dei primi sistemi di nuova generazione destinati a rafforzare la protezione dello spazio aereo nazionale. Il 22 gennaio, nella cornice della caserma “Santa Barbara” di Sabaudia, sede del Comando Artiglieria Controaerei, sono stati ufficialmente introdotti in linea operativa i sistemi SAMP/T New Generation e GRIFO, due assetti chiave di un più ampio programma di ammodernamento che punta a costruire una capacità di difesa stratificata, mobile e pienamente interoperabile con le reti alleate.

Durante la cerimonia, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, ha sottolineato il valore strategico dell’evento parlando di "un significativo salto di qualità in uno scenario di sicurezza che oggi non può più essere considerato scontato", evidenziando come l’evoluzione delle minacce imponga "una risposta credibile, tecnologicamente avanzata e pronta all’impiego". Secondo Masiello, la consegna dei nuovi sistemi è anche il risultato di "un lavoro costante di cooperazione con l’industria nazionale e internazionale della difesa, oltre che di una visione condivisa con i partner e gli alleati".

Il SAMP/T New Generation rappresenta l’evoluzione del sistema franco-italiano già in servizio, sviluppato nell’ambito della cooperazione industriale europea, ed è progettato per contrastare non solo velivoli e missili da crociera ma anche minacce balistiche. Grazie all’impiego del nuovo missile Aster B1 NT e del radar Kronos Grand Mobile High Power, il sistema è in grado di estendere sensibilmente le capacità di scoperta, tracciamento e ingaggio, garantendo una copertura di medio e lungo raggio in grado di operare anche in contesti ad alta intensità.

Accanto a questo assetto, il sistema GRIFO assicura la difesa a corto raggio, offrendo una protezione ravvicinata e altamente mobile per unità schierate, infrastrutture critiche e obiettivi sensibili. Basato sul missile CAMM-ER, il GRIFO è pensato per fronteggiare un ampio spettro di minacce a bassa quota, inclusi droni e vettori di nuova generazione, contribuendo a completare il quadro di una difesa aerea multilivello.

Sul significato politico e strategico dell’investimento è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha ribadito come "rafforzare le capacità di difesa non sia una scelta opzionale ma una responsabilità verso il Paese e i cittadini". Crosetto ha inoltre sottolineato che "la sicurezza nazionale passa anche dalla capacità di prevenire e dissuadere, attraverso strumenti moderni e credibili, ogni possibile minaccia", richiamando la necessità di un approccio integrato che tenga insieme Forze Armate, industria e alleanze internazionali.

Il programma prevede complessivamente l’acquisizione di sei batterie SAMP/T New Generation e nove sistemi GRIFO, destinati a entrare progressivamente in servizio nei prossimi anni. Un percorso che si inserisce nel più ampio contesto di rafforzamento delle capacità di difesa europee e atlantiche, in un quadro geopolitico segnato dal ritorno di conflitti ad alta intensità e dall’aumento delle minacce asimmetriche. Con queste nuove capacità, l’Esercito Italiano punta a consolidare il proprio ruolo nella protezione dello spazio aereo nazionale e nel contributo alla sicurezza collettiva, adattandosi a uno scenario operativo in continua e rapida evoluzione.

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