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Il mistero della stazione dei numeri in persiano: un segnale radio tra spionaggio, guerra e crittografia

Un misterioso segnale radio ha recentemente catturato l’attenzione di radioamatori, appassionati di crittografia e analisti dell’intelligence in tutto il mondo. La trasmissione è stata rilevata per la prima volta il 28 febbraio, circa dodici ore dopo l’inizio dei bombardamenti contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Attraverso un segnale in onde corte, caratterizzato da un suono disturbato e metallico, una voce maschile parla in persiano e pronuncia sequenze di numeri apparentemente casuali. Le trasmissioni avvengono quasi due volte al giorno, nelle prime ore del mattino e della sera secondo il tempo coordinato universale (UTC). Le serie numeriche vengono lette per diversi minuti e sono seguite da una pausa durante la quale viene pronunciata tre volte la parola persiana “tavajjoh”, che significa “attenzione”. 

Questo tipo di trasmissione è noto come “numbers station”, una tecnologia di comunicazione segreta nata durante la Guerra Fredda e utilizzata per inviare messaggi criptati a spie operative in diverse parti del mondo. Il principio su cui si basa è semplice ma estremamente efficace: una sequenza di numeri casuali viene trasmessa via radio e può essere decifrata soltanto da chi possiede una chiave specifica, generalmente un cosiddetto “one-time pad”, un sistema crittografico basato su chiavi casuali utilizzate una sola volta.

Un apparecchio radio per spionaggio e intelligence 
(R-394KM) utilizzato dal KGB in epoca sovietica

Sebbene chiunque possa captare il segnale radio, soltanto il destinatario con la chiave corretta può interpretare il messaggio. Secondo Akin Fernandez, considerato uno dei maggiori esperti di numbers station e autore di una celebre raccolta di registrazioni chiamata “The Conet Project”, questo tipo di crittografia è “assolutamente impossibile da decifrare” senza la chiave. Poiché le sequenze numeriche sono realmente casuali, non esiste alcun metodo matematico per forzarne la decodifica tramite calcoli o analisi statistica. Anche se il messaggio venisse parzialmente decifrato, il contenuto potrebbe comunque risultare incomprensibile fuori dal contesto operativo. La situazione è diventata ancora più intrigante il 4 marzo, quando il segnale ha iniziato a essere disturbato da un forte rumore elettronico noto come “bubble jammer”, una tecnica di interferenza utilizzata per impedire l’ascolto di una trasmissione radio. Il disturbo ha reso quasi impossibile distinguere i numeri trasmessi e ha costretto la stazione originale a interrompere momentaneamente il segnale per poi riprendere su una frequenza diversa. Secondo gli osservatori della comunità internazionale di radioascolto, il fatto che qualcuno stia cercando attivamente di disturbare la trasmissione suggerisce l’esistenza di uno scontro tra due attori tecnologicamente avanzati. In altre parole, mentre qualcuno sta inviando il messaggio, qualcun altro sta tentando di impedirne la ricezione. Questo ha alimentato numerose speculazioni su chi possa essere il vero responsabile della trasmissione e chi stia invece effettuando il jamming. Alcuni esperti ipotizzano che il segnale possa provenire dagli Stati Uniti e sia destinato a comunicare con agenti all’interno dell’Iran, mentre altri suggeriscono che potrebbe essere un’operazione israeliana o persino turca, considerando le complesse rivalità geopolitiche della regione. Inizialmente qualcuno aveva pensato che la stazione fosse gestita direttamente dal regime iraniano, ma la comparsa del jammer ha cambiato questa interpretazione. Il tipo di interferenza utilizzato è infatti molto simile a quello che in passato è stato impiegato per disturbare trasmissioni in lingua persiana provenienti dall’estero, come Radio Farda, Voice of America Farsi, Iran International e BBC Persian, tutte emittenti spesso osteggiate dalle autorità iraniane. Un gruppo di appassionati chiamato Priyom, specializzato nell’analisi delle numbers station, ha classificato questa nuova trasmissione con il codice V32. Attraverso tecniche di triangolazione del segnale, i membri della comunità radioamatoriale sono riusciti a stimare l’area di origine della trasmissione, collocandola in una vasta regione dell’Europa centrale che comprende il nord Italia, la Svizzera, la Germania occidentale, la Francia orientale, il Belgio e i Paesi Bassi. Questa informazione restringe il campo dei possibili responsabili ma non consente comunque di identificarli con certezza. 

Alcuni osservatori suggeriscono inoltre che l’intera operazione potrebbe essere una forma di guerra psicologica piuttosto che un vero canale operativo per spie: una trasmissione visibile, su una sola frequenza, comparsa improvvisamente il primo giorno di guerra e senza molte delle caratteristiche tecniche normalmente necessarie per garantire la ricezione sicura dei messaggi. A rendere il quadro ancora più ambiguo è stata una notizia riportata il 9 marzo da ABC News, secondo cui il governo statunitense avrebbe inviato un avviso alle agenzie di sicurezza riguardo a comunicazioni criptate intercettate, senza però specificare se si trattasse proprio di questo segnale radio. In assenza di conferme ufficiali, il misterioso segnale persiano continua dunque ad alimentare interrogativi e teorie, riportando alla ribalta una tecnologia apparentemente antiquata ma ancora oggi considerata uno dei sistemi di comunicazione segreta più sicuri mai concepiti.

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