Fino agli anni Settanta non poté rivelare nulla del prezioso lavoro che aveva svolto al servizio di sua maestà britannica. Ruth Bourne, scomparsa a Londra all’età di 99 anni, era tra le tante donne che, nel centro segreto di Bletchley Park, 80 chilometri a nord-ovest di Londra, contribuirono in modo incisivo alla vittoria alleata nella Seconda guerra mondiale, decifrando i messaggi che i tedeschi avevano criptato attraverso il meccanismo elettromeccanico denominato "Enigma".
Lei era nata il 23 maggio 1926 a Salford, presso Manchester, ma era cresciuta a Birmingham. Proveniente da una famiglia ebrea (il cognome da nubile era Henry), era ovviamente assai motivata a combattere i nazisti. Si arruolò volontaria nella Royal Navy, la Marina militare britannica, e fu addestrata in Scozia. A quanto pare i suoi superiori scorsero in lei le qualità di riservatezza, acume e perseveranza necessarie per essere impegnata a Bletchley Park e le chiesero se avrebbe accettato un incarico segretissimo, dal quale non avrebbe potuto ritirarsi. Ruth raccolse la sfida e all’inizio del 1944, non ancora diciottenne, fu assegnata alla cosiddetta "bomba di Turing", un calcolatore all’avanguardia, molto efficace nel decrittare le comunicazioni segrete delle forze armate tedesche. Il dispositivo portava quel nome in quanto progettato dal grande matematico inglese Alan Turing, considerato uno dei padri della moderna informatica e in seguito perseguitato per la sua omosessualità. Turing morì nel 1954 avvelenato in circostanze misteriose, forse suicida, e nel 2009 le autorità di Londra si sono scusate per il terribile trattamento che gli era stato riservato.
È difficile valutare quanto abbia pesato l’attività instancabile di Bletchley Park, svolta da un personale all’80 per cento femminile, nel determinare la sconfitta del Terzo Reich, tenendo conto che la parte di gran lunga preponderante dell’esercito di Adolf Hitler era impegnata contro l’Unione Sovietica. Di certo il centro segreto lavorava giorno e notte, consentendo in molti casi alle forze anglo-americane di conoscere in anticipo le mosse del nemico. E contribuì soprattutto alla dura "battaglia dell’Atlantico", combattuta contro i sommergibili tedeschi che insidiavano la rotta tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Se non la si fosse vinta, sarebbe stato ben più difficile sbarcare prima in Nord Africa, poi in Sicilia e infine in Normandia.
Terminata la guerra, fu deciso di mantenere il segreto sul programma Ultra. Bourne e gli altri addetti a Bletchley Park non parlarono di quanto avevano fatto per molti anni, fino all’uscita nel 1974 del libro di F.W. Winterbotham The Ultra Secret. Il primo ministro britannico Winston Churchill, protagonista della lotta al nazismo, aveva definito quelle persone "le oche che deposero uova d'oro e non si spezzarono mai". Nel 2009 il governo di Londra concesse a Bourne e a chi operava con lei una medaglia commemorativa. Senza dubbio meritata.
