La nuova accusa di Mosca secondo cui l’Ucraina avrebbe colpito con decine di droni la presunta “residenza statale” di Vladimir Putin nella regione di Novgorod si inserisce senza sforzo nel repertorio ormai logoro della propaganda russa, un copione che mescola vittimismo artificiale, minacce roboanti e menzogne ripetute con tale sicurezza da essere presentate come fatti, con Sergey Lavrov a farsi portavoce di una narrazione che parla di “terrorismo” e di una linea negoziale da rivedere, pur senza fornire uno straccio di prova concreta, né immagini, né riscontri indipendenti, né spiegazioni credibili sul perché un attacco descritto come massiccio non avrebbe provocato vittime, danni o conseguenze tangibili. Dall’altra parte Volodymyr Zelensky liquida la storia per quello che appare evidente a chiunque osservi il conflitto senza filtri propagandistici, cioè una costruzione deliberatamente falsa , studiata per minare i tentativi di mediazione in corso e per preparare il terreno politi...
"Niente è più necessario ed utile ad un generale del conoscere le intenzioni ed i progetti del nemico. Quanto più difficile è l'acquisizione di questa conoscenza tanto maggiore è il merito di chi riesce a prevederla". Niccolò Macchiavelli