Bruxelles – Nonostante 19 pacchetti di sanzioni, e un divieto di esportazione che copre tutte le categorie di prodotti rilevanti dal punto di vista militare, molte armi utilizzate dall’esercito russo e recuperate sul campo di battaglia in Ucraina includono ancora componenti occidentali. Un rapporto diffuso oggi dall’ istituto tedesco di ricerca economica IFO svela che più di un terzo di tali componenti raggiunge Mosca passando dalla Turchia. Secondo i dati raccolti da IFO, il 36 per cento delle attrezzature militari europee nelle mani dell’ esercito russo passa attraverso la Turchia , Paese candidato all’adesione nell’UE. Il 23 per cento arriva a Mosca dalla Cina , il 16 per cento da Hong Kong , il 10 per cento dagli Emirati Arabi Uniti. Ciò significa, suggerisce il rapporto, che “l’elusione delle sanzioni si basa su un numero limitato di rotte di transito, piuttosto che essere dispersa tra molti Paesi intermediari”. La progressiva stretta di Bruxelles ha avuto qualche effe...
"Niente è più necessario ed utile ad un generale del conoscere le intenzioni ed i progetti del nemico. Quanto più difficile è l'acquisizione di questa conoscenza tanto maggiore è il merito di chi riesce a prevederla". Niccolò Macchiavelli