Volodymyr Zelenskyy si trova davanti a una proposta che, nelle intenzioni di Donald Trump, dovrebbe chiudere la guerra. Ma il prezzo richiesto — la rinuncia alla parte del Donbas che Kyiv controlla ancora — è politicamente esplosivo e strategicamente rischioso. Accettarlo significherebbe scommettere sulla solidità di garanzie americane che, per definizione, non possono essere eterne. La pace è delineata nei documenti, non ancora nella realtà. È anche per questo che Zelenskyy ha riflettuto fino all’ultimo prima di confermare la sua presenza a Davos. Dopo quasi tre anni di conflitto, la sua leadership è compressa tra due abissi: accettare un’intesa che potrebbe rivelarsi fragile e aprire la strada a una futura aggressione russa, oppure continuare una guerra di logoramento che ha già prodotto decine di migliaia di vittime e una devastazione sociale profonda. Che la diplomazia sia entrata in una fase decisiva lo dimostra la sequenza serrata di incontri. Al World Economic Forum, Zelenskyy e...
"Niente è più necessario ed utile ad un generale del conoscere le intenzioni ed i progetti del nemico. Quanto più difficile è l'acquisizione di questa conoscenza tanto maggiore è il merito di chi riesce a prevederla". Niccolò Macchiavelli