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Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Droni ucraini colpiscono ancora: distrutto uno Strela-10 in profondità

Il video che pubblichiamo mostra qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe stato considerato improbabile: un drone ucraino a lungo raggio che individua, ingaggia e distrugge un sistema di difesa aerea Strela-10 a circa 90 chilometri dalla linea del fronte . Non si tratta solo di un colpo ben riuscito, ma della dimostrazione concreta di come il conflitto stia evolvendo verso una dimensione in cui precisione, portata e costo diventano fattori decisivi più della massa e della tradizionale superiorità tecnologica. Lo Strela-10, progettato in epoca sovietica per proteggere le unità mobili da minacce a bassa quota come elicotteri e velivoli d’attacco, rappresenta uno degli elementi chiave della difesa aerea a corto raggio russa, un “ultimo scudo” pensato proprio per intercettare ciò che vola basso e veloce; il fatto che venga neutralizzato da un drone relativamente economico evidenzia un cortocircuito operativo sempre più frequente sul campo di battaglia. Dal punto di vista economico, il dat...

Droni, SIM “turistiche” e guerra ibrida: così cambia la guerra tra Russia e Ucraina

Negli ultimi mesi, nel contesto del conflitto tra Russia e Ucraina, sta emergendo una dinamica che mostra in modo particolarmente chiaro quanto la guerra moderna sia diventata anche una competizione di ingegno tecnologico e sfruttamento creativo delle infrastrutture civili. Secondo diverse fonti russe, l’Ucraina starebbe approfittando di una falla nel sistema di distribuzione delle SIM card in Russia, utilizzando in particolare quelle destinate ai turisti stranieri — soprattutto cinesi — per aggirare le restrizioni imposte da Mosca sull’uso delle reti mobili. La questione nasce dal fatto che la Russia, nel tentativo di limitare l’impiego delle proprie infrastrutture di telecomunicazione per scopi militari da parte dell'Ucraina, ha introdotto misure più rigide sull’acquisto e l’attivazione delle SIM card. In condizioni normali, una nuova SIM può essere soggetta a un periodo di attesa di circa 72 ore prima di diventare pienamente operativa, proprio per ridurre il rischio che venga im...

Borse di studio MAECI 2026, bando e requisiti per studenti stranieri e italiani residenti all'estero

Borse di studio MAECI 2026 per studiare in Italia: fino a 10.800 euro per studenti stranieri e italiani residenti all'estero. Requisiti e domanda entro il 26 marzo Borse di studio MAECI 2026 Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha indetto il nuovo bando per le borse di studio MAECI 2026, destinate a finanziare percorsi accademici d'eccellenza per l'anno 2026/2027. Questa straordinaria misura di sostegno mira a promuovere l'internazionalizzazione del sistema accademico e culturale italiano, offrendo contributi cospicui, fino a 10.800 euro, per chi desidera studiare in Italia come studente straniero o come cittadino italiano residente all'estero (IRE). Il bando copre un'ampia gamma di percorsi di formazione superiore, dalle Lauree Magistrali ai Dottorati , passando per l' Alta Formazione Artistica e Musicale e i corsi intensivi di lingua . Per tutti gli interessati a questi fondamentali aiuti economici universitari dall'es...

Il mistero dello 0,01%: anche le dittature hanno bisogno di sembrare credibili

C’è un dettaglio nelle elezioni parlamentari della Corea del Nord che merita una riflessione. L’affluenza ufficiale è stata del 99,99% . Una percentuale che rasenta la perfezione, ma che curiosamente non la raggiunge. E qui nasce la domanda più semplice — e forse anche la più divertente: perché non il 100%? Se tutto è così perfettamente organizzato, se il sistema è così compatto e disciplinato, perché lasciare proprio quello 0,01% fuori dalla porta? Prima di sorridere, però, conviene capire cosa significa davvero quel numero. Nel nostro sistema elettorale siamo abituati a distinguere diverse cose: affluenza, voti validi, schede bianche, schede nulle. Le elezioni sono, almeno in teoria, una competizione tra più candidati e i numeri servono a misurare il consenso. In Corea del Nord il meccanismo è completamente diverso. Il 99,99% non indica quanti voti ha ottenuto un candidato , ma quante persone si sono presentate al seggio . In altre parole, il regime comunica che quasi tutti g...

Il mistero della stazione dei numeri in persiano: un segnale radio tra spionaggio, guerra e crittografia

Un misterioso segnale radio ha recentemente catturato l’attenzione di radioamatori , appassionati di crittografia e analisti dell’intelligence in tutto il mondo. La trasmissione è stata rilevata per la prima volta il 28 febbraio , circa dodici ore dopo l’inizio dei bombardamenti contro l’ Iran da parte di Stati Uniti e Israele . Attraverso un segnale in onde corte , caratterizzato da un suono disturbato e metallico, una voce maschile parla in persiano e pronuncia sequenze di numeri apparentemente casuali. Le trasmissioni avvengono quasi due volte al giorno, nelle prime ore del mattino e della sera secondo il tempo coordinato universale (UTC). Le serie numeriche vengono lette per diversi minuti e sono seguite da una pausa durante la quale viene pronunciata tre volte la parola persiana “tavajjoh”, che significa “attenzione”.  Questo tipo di trasmissione è noto come “numbers station”, una tecnologia di comunicazione segreta nata durante la Guerra Fredda e utilizzata per inviare m...

Dimissioni del direttore del National Counterterrorism Center in dissenso sulla campagna militare contro l’Iran

Il direttore del National Counterterrorism Center (NCTC), Joseph Kent , ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato in dissenso rispetto alla decisione dell’amministrazione statunitense di avviare operazioni militari contro la Iran. In una lettera indirizzata alla leadership della comunità di intelligence, Kent afferma di non poter “in coscienza sostenere la guerra in corso”, sostenendo che l’Iran non rappresentasse una minaccia imminente per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti al momento dell’avvio delle operazioni. La sua valutazione implica una contestazione diretta della threat assessment che ha preceduto la decisione politico-strategica di impiego della forza. Nel testo, Kent sottolinea che la scelta di ricorrere all’opzione militare sarebbe stata influenzata da dinamiche di pressione politico-strategica esterne , facendo riferimento al ruolo di Israele e alla sua capacità di influenza nel sistema politico statunitense. La formulazione configura quindi una critica non s...

Caso Moro: nuovi documenti desecretati dalla Camera dei deputati

Il 16 marzo 1978 , in via Fani a Roma, le Brigate Rosse rapirono il presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro , uccidendo i cinque uomini della sua scorta . Ricordo bene quel giorno drammatico. Come fosse oggi. Dall’inizio del 2026 è disponibile sul sito della Camera dei deputati una nuova e significativa serie di documenti della Commissione Moro della XVII legislatura, desecretata dall’Ufficio di Presidenza della Camera. Con questa decisione, 64 documenti e 3 resoconti si aggiungono ai 992 documenti già liberamente accessibili, completando l’insieme dei resoconti, delle relazioni e delle registrazioni audiovisive dei lavori della Commissione Moro della XVII legislatura , consultabili sul Portale delle Commissioni di inchiesta della Camera, con il seguente link Nel video, l’allora presidente della Camera Pietro Ingrao esprime, a nome dell’Aula, lo “sdegno per l’attacco infame allo Stato democratico”.

Cybersicurezza: Taci, il cellulare ti ascolta

Dalla Guerra Fredda allo smartphone: come il telefono è diventato il microfono perfetto Negli anni della Guerra Fredda, nelle caserme italiane si poteva leggere un monito che oggi sembra quasi appartenere a un’altra epoca: “Taci, il nemico ti ascolta.” Era una frase semplice, ma estremamente efficace. Serviva a ricordare ai militari che anche una conversazione apparentemente innocua poteva trasformarsi in una fuga di informazioni. Il rischio era quello dello spionaggio: microfoni nascosti, intercettazioni radio, agenti infiltrati pronti a carpire dettagli sensibili. In quegli anni la paura era concreta e la tecnologia dello spionaggio, per quanto rudimentale rispetto agli standard odierni, era comunque sufficiente a trasformare una parola pronunciata con leggerezza in un vantaggio per il nemico. Oggi quel motto potrebbe sembrare anacronistico. Eppure, a ben vedere, non è mai stato così attuale. Solo che il contesto è cambiato radicalmente. Non servono più microspie nascoste nelle paret...

La Germania apre agli istruttori ucraini: Berlino vuole apprendere dall’esperienza di guerra contro la Russia

La Germania si prepara a rafforzare la cooperazione militare con l’Ucraina, aprendo le porte delle proprie scuole militari agli istruttori di Kyiv. Secondo quanto riportato da Reuters , Berlino ha accettato di permettere a militari ucraini con esperienza diretta sul campo di battaglia di addestrare i soldati tedeschi, condividendo le lezioni apprese nella guerra contro la Russia. La decisione arriva in un contesto di crescente attenzione della NATO verso la sicurezza europea e la possibilità di un futuro confronto con Mosca. Secondo valutazioni dell’intelligence occidentale, la Russia potrebbe essere in grado di preparare un attacco su larga scala contro l’Alleanza Atlantica entro il 2029 . Il comandante dell’esercito tedesco, Christian Freuding , ha sottolineato l’importanza dell’esperienza maturata dalle forze ucraine. “L’esercito ucraino è attualmente l’unico al mondo con esperienza diretta di combattimento contro la Russia”, ha dichiarato. Berlino, ha aggiunto, nutre “alte aspet...

Iran, la nuova minaccia delle mine nello Stretto di Hormuz

L’ultima strategia della Repubblica islamica dell’Iran per colpire l’economia globale e creare difficoltà al traffico marittimo nel Golfo Persico potrebbe passare attraverso l’impiego di mine navali. Si tratta di “armi relativamente semplici ma capaci di conferire a Teheran un potere sproporzionato”, ha scritto il Wall Street Journa l, ricordando come siano tra le minacce più distruttive che la Marina degli Stati Uniti abbia mai affrontato. Secondo un rapporto pubblicato mercoledì dall’ Institute for the Study of War , l’Iran avrebbe già posizionato una decina di mine nello Stretto di Hormuz , uno dei punti più strategici per il commercio energetico mondiale. Nonostante le forze armate statunitensi abbiano dichiarato di aver distrutto 28 imbarcazioni progettate per il posizionamento di mine, Teheran potrebbe comunque dispiegarle utilizzando piccole barche difficili da individuare e neutralizzare. Dall’inizio della risposta “asimmetrica” dell’Iran agli attacchi congiunti di Stati Uniti...

Ucraina, la Russia manda al fronte i vecchi T-55 del 1958

Negli ultimi giorni sono emerse nuove immagini che mostrano vecchi carri armati russi T-55, progettati alla fine degli anni ’50, trasportati su treni merci in direzione del fronte della guerra in Ucraina . Si tratta di mezzi entrati in servizio nel 1958, simbolo di un’epoca ormai lontana della tecnologia militare sovietica. Il trasferimento di questi carri armati lungo la rete ferroviaria russa suggerisce che Mosca stia attingendo sempre più profondamente ai propri depositi militari. Dopo oltre quattro anni di guerra, le forze armate russe avrebbero subito pesanti perdite di mezzi corazzati moderni, tra cui i più avanzati T-90, ma anche modelli diffusi come i T-80 e i T-72. Di conseguenza, l’esercito starebbe rimettendo in servizio veicoli molto più datati, alcuni dei quali erano stati conservati nei depositi militari per decenni. Il T-55 è stato uno dei carri armati più prodotti nella storia e per molti anni ha rappresentato la spina dorsale delle forze corazzate sovietiche durante...

Concorso UE 2026: 1.490 funzionari (profilo amministratore AD5)

  Un'occasione ghiotta per chi vuole lavorare nelle istituzioni dell'Unione europea. È necessaria una laurea in qualsiasi ambito di studio. I requisiti, il bando, le sedi di lavoro, le mansioni di un amministratore e la scadenza da rispettare C'è un'opportunità imperdibile per chi vuole lavorare nelle istituzioni dell'Unione europea, attesa da sette anni, perché l'ultimo concorso simile c'è stato nel 2019, con 22.644 candidati. Ora se ne attendono circa 50mila, per l'interesse crescente per le carriere europee e anche per l'ottimo stipendio previsto, molto competitivo rispetto al mercato nazionale. L'Ufficio europeo di selezione del personale (Epso) organizza infatti quest'anno un concorso generale per titoli ed esami con l'obiettivo di costituire un elenco di riserva dal quale le istituzioni, gli organismi e le agenzie dell'Unione europea potranno attingere per l'assunzione di nuovi funzionari e funzionarie da inquadrare come amm...

Gli USA chiedono aiuto a Kyiv: gli intercettori ucraini diventano arma chiave contro i droni iraniani

Il Pentagono guarda ora all’ esperienza ucraina per contrastare l’ondata di droni di origine iraniana che sta colpendo il Medio Oriente. Secondo quanto rivelato dal Financial Times , il Dipartimento della Difesa statunitense e almeno un governo del Golfo sono in trattativa con Kyiv per l’utilizzo degli intercettori di droni sviluppati e impiegati dall’Ucraina durante la guerra contro la Russia.  Nei Paesi del Golfo, infatti, la difesa contro i droni Shahed lanciati dall’Iran si basa in gran parte sui costosi missili Patriot , ma le scorte stanno rapidamente diminuendo. Proprio per questo Washington sta valutando l’impiego dei sistemi ucraini a basso costo, che negli ultimi anni hanno dimostrato una notevole efficacia nel distruggere le versioni russe degli Shahed utilizzate sul fronte ucraino. Il divario economico tra i sistemi in campo è enorme: un missile intercettore PAC-3 del sistema Patriot può costare oltre 13,5 milioni di dollari, mentre un drone Shahed ha un costo stim...

Mentre le delegazioni russe sfilavano alle Paralimpiadi, i missili colpivano l’Ucraina

Nella stessa giornata in cui delegazioni sportive sfilavano sotto le luci di una cerimonia internazionale, l’Ucraina viveva un’altra notte di sirene, esplosioni e paura. La Russia ha lanciato 29 missili e circa 480 droni contro il territorio ucraino in un solo giorno. Non si è trattato di attacchi contro basi militari o obiettivi strategici sul campo di battaglia: i bersagli sono stati infrastrutture energetiche e aree civili , luoghi dove le persone vivono, lavorano e cercano di mantenere una parvenza di normalità nonostante la guerra.   Le esplosioni sono state registrate nelle regioni di Kyiv , Khmelnytskyi e Chernivtsi , mentre le infrastrutture ferroviarie sono state prese di mira nella regione di Zhytomyr , una rete fondamentale per il trasporto di civili, aiuti umanitari e servizi essenziali. Danni sono stati segnalati anche nelle regioni di Dnipropetrovsk , Zaporizhzhia , Vinnytsia , Odesa , Poltava , Sumy e Cherkasy . A Kharkiv , una delle città che più spesso sub...

Le armi europee raggiungono ancora la Russia. E più di un terzo passano dalla Turchia

Bruxelles – Nonostante 19 pacchetti di sanzioni, e un divieto di esportazione che copre tutte le categorie di prodotti rilevanti dal punto di vista militare, molte armi utilizzate dall’esercito russo e recuperate sul campo di battaglia in Ucraina includono ancora componenti occidentali. Un rapporto diffuso oggi dall’ istituto tedesco di ricerca economica IFO svela che più di un terzo di tali componenti raggiunge Mosca passando dalla Turchia. Secondo i dati raccolti da IFO,  il 36 per cento delle attrezzature militari europee nelle mani dell’ esercito russo passa attraverso la Turchia , Paese candidato all’adesione nell’UE. Il 23 per cento arriva a Mosca dalla Cina , il 16 per cento da Hong Kong , il 10 per cento dagli Emirati Arabi Uniti. Ciò significa, suggerisce il rapporto, che “l’elusione delle sanzioni si basa su un numero limitato di rotte di transito, piuttosto che essere dispersa tra molti Paesi intermediari”. La progressiva stretta di Bruxelles ha avuto qualche effe...

Il danno a Eni, il danno all’Italia

Petrolgate, sedici anni dopo: assoluzione piena e il conto pagato da un Paese energivoro Sedici anni di indagini. Cinque di processo in primo grado. Quattro in appello. Sei dirigenti ai domiciliari nel 2016. Una confisca da 42 milioni di euro. Risarcimenti riconosciuti a 257 parti civili. Poi la decisione della Corte d’Appello di Potenza: assoluzione piena, “il fatto non costituisce reato”. Prosciolti perché non hanno commesso il fatto. Si chiude così la vicenda giudiziaria che aveva investito Eni e il Centro Olio di Viggiano, nel cuore della Val d’Agri. La Basilicata rappresenta un nodo strategico per l’energia nazionale: copre circa il 70% della produzione petrolifera onshore italiana. Il distretto lucano è uno dei rari asset domestici in grado di incidere, anche solo in parte, sulla dipendenza dall’estero. E l’Italia resta strutturalmente energivora: importa oltre il 70% del proprio fabbisogno complessivo, con percentuali ancora più elevate per petrolio e gas. Ogni barile estratto s...

Spionaggio digitale tra Roma e Pechino: violati i sistemi del Ministero dell’Interno

Un nuovo attacco informatico ha colpito le istituzioni italiane, questa volta prendendo di mira il Ministero dell’Interno . Secondo quanto emerso, un gruppo di cybercriminali cinesi sarebbe riuscito a violare i sistemi informatici del Viminale tra il 2024 e il 2025, sottraendo dati sensibili relativi a circa cinquemila agenti della Digos impegnati in attività delicate come l’antiterrorismo, il monitoraggio delle comunità straniere e il controllo dei dissidenti cinesi presenti in Italia.  L’operazione non avrebbe provocato danni o sabotaggi alle infrastrutture digitali, ma si sarebbe concentrata esclusivamente sul furto di informazioni quali nomi, incarichi e sedi operative, circostanza che ha alimentato il sospetto di un possibile caso di spionaggio. La vicenda emerge in un momento particolarmente sensibile per le relazioni diplomatiche tra Italia e Cina : già nel 2024 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva avviato un piano di cooperazione triennale con il suo omolog...

Dalla preghiera al fucile: addestramento militare tra le icone nella regione di Mosca

All’interno di una chiesa nella regione di Mosca, nell’insediamento di Obukhovo, lo spazio che tradizionalmente dovrebbe essere dedicato alla preghiera, al canto liturgico o al catechismo viene trasformato in un’aula di addestramento militare: sotto le alte finestre ad arco, tra icone dorate, candelabri e iconostasi, un gruppo di ragazzi in uniforme imbraccia fucili ed esegue movimenti tattici davanti a uno schermo su cui campeggia la scritta “Centro di educazione patriottica”, mentre seduti sulle panche laterali genitori e fedeli osservano la scena e un sacerdote ortodosso assiste senza intervenire, suggellando simbolicamente la fusione tra religione e militarizzazione; non si tratta di un campo all’aperto o di una palestra scolastica, ma di un luogo consacrato, in cui le immagini sacre fanno da sfondo a posture di tiro e simulazioni di combattimento, trasformando l’altare e le icone in cornice ideologica di un messaggio che lega fede, patria e arma in un’unica narrazione.

Ucraina e Moldova rafforzano l’asse strategico: cooperazione su infrastrutture, energia e integrazione europea

In un momento cruciale per la stabilità dell’Europa orientale, Ucraina e Moldova confermano la solidità della loro partnership strategica e la volontà di procedere unite di fronte alle sfide poste dalla guerra e dalla crisi energetica. La visita in territorio ucraino del primo ministro moldavo Alexandru Munteanu assume un forte valore politico e simbolico, ribadendo un legame che negli ultimi anni si è fatto sempre più stretto. “Fin dai primissimi giorni dell'aggressione su larga scala della Russia – ha detto Yulia Svrydenko – la Moldova ha costantemente sostenuto l'Ucraina e apprezziamo profondamente questa solidarietà”. La premier ucraina ha poi aggiunto: “Oggi sono stata lieta di accogliere il Primo Ministro della Repubblica di Moldova, Alexandru Munteanu , in Ucraina in un momento difficile per il nostro Paese. La sua visita è un forte segnale di fiducia reciproca e della nostra disponibilità condivisa ad approfondire la cooperazione pratica”. Il confronto tra le dele...