Dalle periferie del Perù fino alle trincee del Donbas, passando per Mosca , prende forma una storia che intreccia promesse di lavoro, inganni e guerra . Le testimonianze raccolte da famiglie e legali raccontano di una rete che collega America Latina, Africa ed Europa orientale , una filiera opaca che, secondo diverse ricostruzioni, porta migranti vulnerabili a essere arruolati nelle forze armpate russe. Mosca sostiene che si tratti di arruolamenti volontari, ma i racconti di chi è riuscito a uscire da questo meccanismo delineano un quadro ben diverso . Emblematica è la vicenda di un peruviano di 41 anni, catturato dalle forze ucraine dopo essere stato mandato al fronte. L’uomo ha chiesto di non essere incluso in eventuali scambi di prigionieri perché non vuole tornare in Russia . Secondo la sua testimonianza, tutto sarebbe iniziato con la promessa di un lavoro ben retribuito , sufficiente per aiutare economicamente la famiglia rimasta in Perù. Arrivato a Mosca con un visto turisti...
"Niente è più necessario ed utile ad un generale del conoscere le intenzioni ed i progetti del nemico. Quanto più difficile è l'acquisizione di questa conoscenza tanto maggiore è il merito di chi riesce a prevederla". Niccolò Macchiavelli