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Nuova nomina ai vertici dell’FSB: Vladimir Shchemelinin guida la sicurezza dei confini nord-occidentali

Il generale di divisione Vladimir Shchemelinin è stato nominato nuovo capo della direzione della Guardia di Frontiera del FSB per la Carelia, assumendo così la responsabilità della sorveglianza dei confini con Finlandia e Norvegia; nei primi giorni del suo incarico ha incontrato i governatori delle regioni di Carelia e Murmansk, tra cui Andrei Chibis, il quale ha evidenziato come il contesto attuale sia particolarmente complesso, sottolineando che le guardie di frontiera sono tra le prime a confrontarsi con nuove sfide e parlando apertamente di “vicini difficili”, insistendo inoltre sulla necessità di rafforzare la protezione del confine marittimo, monitorare il transito delle navi e regolamentare le attività di pesca; Shchemelinin arriva a questo incarico dopo sei anni trascorsi in Ossezia del Sud, territorio separatista della Georgia sotto controllo russo, dove guidava le forze di frontiera dell’FSB, mentre in precedenza aveva ricoperto il ruolo di vice capo del servizio a San Pietroburgo e altri incarichi nel nord-ovest della Russia e nell’Estremo Oriente, come ricordato dal suo vice Vladimir Streltsov durante un incontro con il governatore careliano Artur Parfenchikov.

Il generale subentra a Sergei Popov, alla guida della direzione dal 2017, ma la sua nomina arriva anche in un contesto controverso, poiché secondo la Direzione principale dell'intelligence del Ministero della Difesa dell'Ucraina il suo nome compare in un elenco di oltre 600 persone legate all’FSB accusate di coinvolgimento in attività criminali dello “stato aggressore” in territorio europeo, lista che includerebbe anche le sue figlie Marina e Tatiana, registrate a un indirizzo di Mosca storicamente associato all’FSB, mentre resta il fatto che, oltre alla sicurezza delle frontiere, il Servizio di Guardia di Frontiera dell’FSB è tradizionalmente coinvolto anche in operazioni di intelligence e spionaggio.


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