Il governo ha deciso di puntare sulla continuità, prorogando per altri due anni l’incarico di Giovanni Caravelli alla guida dell’AISE. Contestualmente, Caravelli è stato nominato prefetto, una scelta che gli consente di restare in servizio fino a 67 anni, superando il limite precedente fissato a 65 per i dirigenti dei servizi.
La decisione arriva in un momento internazionale particolarmente delicato. Dalla crisi in Libano al conflitto in Ucraina, fino agli scenari mediorientali, il governo ha ritenuto fondamentale poter contare su una figura che dispone già di una fitta rete di contatti e relazioni operative. Proprio questo patrimonio di conoscenze è stato considerato decisivo: un eventuale avvicendamento avrebbe richiesto tempo per ricostruire tali legami, con possibili ripercussioni nella gestione delle crisi.
Tra le alternative valutate c’era la promozione di Francesco Paolo Figliuolo, attuale vicedirettore dell’Agenzia. Tuttavia, l’ipotesi è stata accantonata in favore della stabilità.
Il passaggio di Caravelli al rango di prefetto ha anche un valore istituzionale: lo sgancia dall’ambito del Ministero della Difesa — dove la sua influenza appariva in calo — e lo riporta sotto il diretto coordinamento della Presidenza del Consiglio, dove gode della fiducia, in particolare, del sottosegretario Alfredo Mantovano.
Caravelli, con oltre un decennio ai massimi livelli dell’intelligence, rappresenta una figura trasversale che ha attraversato diverse stagioni: dal SISMI guidato da Niccolò Pollari, fino all’AISE sotto Alberto Manenti, dove ha ricoperto il ruolo di vicedirettore prima di essere nominato direttore. Una carriera che, agli occhi dell’esecutivo, lo rende una garanzia di affidabilità e continuità operativa.
