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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Le armi europee raggiungono ancora la Russia. E più di un terzo passano dalla Turchia

Bruxelles – Nonostante 19 pacchetti di sanzioni, e un divieto di esportazione che copre tutte le categorie di prodotti rilevanti dal punto di vista militare, molte armi utilizzate dall’esercito russo e recuperate sul campo di battaglia in Ucraina includono ancora componenti occidentali. Un rapporto diffuso oggi dall’ istituto tedesco di ricerca economica IFO svela che più di un terzo di tali componenti raggiunge Mosca passando dalla Turchia. Secondo i dati raccolti da IFO,  il 36 per cento delle attrezzature militari europee nelle mani dell’ esercito russo passa attraverso la Turchia , Paese candidato all’adesione nell’UE. Il 23 per cento arriva a Mosca dalla Cina , il 16 per cento da Hong Kong , il 10 per cento dagli Emirati Arabi Uniti. Ciò significa, suggerisce il rapporto, che “l’elusione delle sanzioni si basa su un numero limitato di rotte di transito, piuttosto che essere dispersa tra molti Paesi intermediari”. La progressiva stretta di Bruxelles ha avuto qualche effe...

Il danno a Eni, il danno all’Italia

Petrolgate, sedici anni dopo: assoluzione piena e il conto pagato da un Paese energivoro Sedici anni di indagini. Cinque di processo in primo grado. Quattro in appello. Sei dirigenti ai domiciliari nel 2016. Una confisca da 42 milioni di euro. Risarcimenti riconosciuti a 257 parti civili. Poi la decisione della Corte d’Appello di Potenza: assoluzione piena, “il fatto non costituisce reato”. Prosciolti perché non hanno commesso il fatto. Si chiude così la vicenda giudiziaria che aveva investito Eni e il Centro Olio di Viggiano, nel cuore della Val d’Agri. La Basilicata rappresenta un nodo strategico per l’energia nazionale: copre circa il 70% della produzione petrolifera onshore italiana. Il distretto lucano è uno dei rari asset domestici in grado di incidere, anche solo in parte, sulla dipendenza dall’estero. E l’Italia resta strutturalmente energivora: importa oltre il 70% del proprio fabbisogno complessivo, con percentuali ancora più elevate per petrolio e gas. Ogni barile estratto s...

Spionaggio digitale tra Roma e Pechino: violati i sistemi del Ministero dell’Interno

Un nuovo attacco informatico ha colpito le istituzioni italiane, questa volta prendendo di mira il Ministero dell’Interno . Secondo quanto emerso, un gruppo di cybercriminali cinesi sarebbe riuscito a violare i sistemi informatici del Viminale tra il 2024 e il 2025, sottraendo dati sensibili relativi a circa cinquemila agenti della Digos impegnati in attività delicate come l’antiterrorismo, il monitoraggio delle comunità straniere e il controllo dei dissidenti cinesi presenti in Italia.  L’operazione non avrebbe provocato danni o sabotaggi alle infrastrutture digitali, ma si sarebbe concentrata esclusivamente sul furto di informazioni quali nomi, incarichi e sedi operative, circostanza che ha alimentato il sospetto di un possibile caso di spionaggio. La vicenda emerge in un momento particolarmente sensibile per le relazioni diplomatiche tra Italia e Cina : già nel 2024 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva avviato un piano di cooperazione triennale con il suo omolog...

Dalla preghiera al fucile: addestramento militare tra le icone nella regione di Mosca

All’interno di una chiesa nella regione di Mosca, nell’insediamento di Obukhovo, lo spazio che tradizionalmente dovrebbe essere dedicato alla preghiera, al canto liturgico o al catechismo viene trasformato in un’aula di addestramento militare: sotto le alte finestre ad arco, tra icone dorate, candelabri e iconostasi, un gruppo di ragazzi in uniforme imbraccia fucili ed esegue movimenti tattici davanti a uno schermo su cui campeggia la scritta “Centro di educazione patriottica”, mentre seduti sulle panche laterali genitori e fedeli osservano la scena e un sacerdote ortodosso assiste senza intervenire, suggellando simbolicamente la fusione tra religione e militarizzazione; non si tratta di un campo all’aperto o di una palestra scolastica, ma di un luogo consacrato, in cui le immagini sacre fanno da sfondo a posture di tiro e simulazioni di combattimento, trasformando l’altare e le icone in cornice ideologica di un messaggio che lega fede, patria e arma in un’unica narrazione.

Ucraina e Moldova rafforzano l’asse strategico: cooperazione su infrastrutture, energia e integrazione europea

In un momento cruciale per la stabilità dell’Europa orientale, Ucraina e Moldova confermano la solidità della loro partnership strategica e la volontà di procedere unite di fronte alle sfide poste dalla guerra e dalla crisi energetica. La visita in territorio ucraino del primo ministro moldavo Alexandru Munteanu assume un forte valore politico e simbolico, ribadendo un legame che negli ultimi anni si è fatto sempre più stretto. “Fin dai primissimi giorni dell'aggressione su larga scala della Russia – ha detto Yulia Svrydenko – la Moldova ha costantemente sostenuto l'Ucraina e apprezziamo profondamente questa solidarietà”. La premier ucraina ha poi aggiunto: “Oggi sono stata lieta di accogliere il Primo Ministro della Repubblica di Moldova, Alexandru Munteanu , in Ucraina in un momento difficile per il nostro Paese. La sua visita è un forte segnale di fiducia reciproca e della nostra disponibilità condivisa ad approfondire la cooperazione pratica”. Il confronto tra le dele...

Milano-Cortina 2026, Quel casco per gli atleti ucraini morti diventa un caso

  È diventato un caso alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 il casco indossato in allenamento dallo skeletonista ucraino Vladislav Heraskevych , portabandiera del suo Paese, che ha denunciato il divieto impostogli dal Comitato Olimpico Internazionale di utilizzarlo sia durante le sessioni ufficiali sia in gara. L’atleta si era presentato a Cortina con un casco grigio raffigurante i volti di diversi sportivi ucraini morti in seguito all’invasione russa, prima che, secondo quanto riferito dallo stesso Heraskevych, gli fosse intimato di non indossarlo più . "Il CIO ha vietato l’uso del mio casco durante gli allenamenti ufficiali e le gare", ha scritto su Instagram, spiegando che si tratta di una decisione che "gli spezza il cuore " e che a suo avviso rappresenta "un tradimento" nei confronti di quegli atleti che facevano parte del circuito olimpico e che non potranno mai più tornare nell’arena dei Giochi.  Lo skeletonista ha inoltre criticato il C...

Neutralità di facciata: la partecipazione russa alle Olimpiadi come strumento di guerra propagandistica

La decisione di consentire agli atleti russi di partecipare alle Olimpiadi invernali del 2026 segna uno dei punti più bassi nella storia morale dello sport internazionale. Mentre l’esercito russo continua a uccidere civili e atleti ucraini, a mutilare corpi e a distruggere infrastrutture sportive, la comunità olimpica sceglie la strada della rimozione e dell’ipocrisia, fingendo che lo sport possa essere separato dalla realtà politica e militare. Non si tratta di una questione tecnica né di un dibattito astratto sulla neutralità: è una scelta di valore, o meglio di disvalore, assunta sotto la responsabilità del Comitato Olimpico Internazionale in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, e come tale va giudicata. In Russia sport e Stato coincidono. Lo sport è finanziato dal potere politico, controllato dalle istituzioni e utilizzato come strumento di legittimazione interna ed esterna del regime. I medagliati olimpici ricevono premi e riconoscimenti dalle autorità, diventan...

Il silenzio a meno venti: quando il freddo diventa un’arma e l’Ucraina sceglie di resistere

C’è un silenzio particolare che cade quando la corrente elettrica scompare in pieno inverno. Non è un silenzio di pace, né di riposo. È un silenzio denso, opprimente, come se un’intera città trattenesse il respiro mentre il termometro scende a meno venti gradi. È il momento in cui il buio non è solo assenza di luce, ma una presenza che si insinua ovunque, nelle case, nei pensieri, nel corpo. Immagina la tua casa – il luogo che dovrebbe proteggerti – trasformarsi lentamente in un congelatore abitabile. Le pareti diventano ostili, fredde come ghiaccio vivo, il tuo respiro si condensa nel salotto, le mani non smettono di tremare anche sotto strati di lana. Non è una calamità naturale. È una scelta. È una strategia deliberata, pianificata a livello statale per congelare una nazione fino alla sottomissione. Da quattro anni, un vicino ventotto volte più grande proietta la sua ombra sull’Ucraina cercando di spegnere la sua luce. Non si colpiscono solo obiettivi militari: si colpisce l’acqua c...

L’inverno come strategia di guerra: la distruzione delle infrastrutture energetiche ucraine come arma contro i civili

Nel 2026, nel cuore dell’Europa , ci sono civili ucraini che stanno congelando . Donne anziane, bambini, animali. Non per una calamità naturale, non per un inverno eccezionale, ma perché la Russia ha colpito volontariamente le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, sapendo esattamente cosa avrebbe provocato. Il buio nelle case, il freddo che entra nelle ossa, la vita quotidiana trasformata in una lotta per sopravvivere.  Questo non è un errore, non è un danno collaterale : è una strategia deliberata, usare l’inverno come arma, colpire chi non combatte, spezzare i più vulnerabili. Queste persone non sono soldati, non hanno colpe, non hanno scelta. Sono civili ucraini che pagano il prezzo di una guerra di aggressione decisa e condotta dallo Stato russo.  Tutto questo sta accadendo adesso, sotto i nostri occhi, mentre sappiamo perfettamente chi bombarda e perché. La mia empatia è per chi resiste al freddo, al buio e alla paura. La mia rabbia è per chi ha ordinato, eseguito e gi...