Tra i partecipanti al corteo di protesta svoltosi a Roma il 30 ottobre 2026, in occasione dello sciopero generale indetto dall'USB, è stata documentata la presenza di Dmitrij Chrustalëv, giornalista e documentarista di RT.Doc, la struttura documentaristica della televisione di Stato russa Russia Today (RT).
Chrustalëv non è un giornalista qualsiasi. Nel 2014, dopo gli eventi di Maidan, venne nominato responsabile della rappresentanza in Ucraina della VGTRK, il grande gruppo radiotelevisivo pubblico russo. L'acronimo VGYRK indica la Vserossijskaja Gosudarstvennaja Televizionnaja i Radioveščatelnaja Kompanija, traducibile come Compagnia radiotelevisiva statale panrussa (All-Russia State Television and Radio Broadcasting Company).
Dal 2021 è autore di documentari per RT.Doc.
La sua presenza a Roma si inserisce in un'iniziativa più ampia. Il 29 ottobre, attraverso i canali che diffondono i contenuti di RT.Doc, è stato annunciato che documentaristi russi stanno realizzando un film dedicato alle proteste nei Paesi europei.
Nel video che pubblichiamo, Chrustalëv racconta lo sciopero generale italiano, descrivendo un Paese sostanzialmente fermo, con scuole chiuse e centinaia di migliaia di persone scese in piazza.
La questione merita attenzione sotto il profilo della guerra dell'informazione.
Le manifestazioni sono reali, così come le rivendicazioni dei partecipanti. Ma la selezione delle immagini, la costruzione del racconto e la loro successiva diffusione possono trasformare episodi di legittimo dissenso sociale in strumenti di comunicazione strategica, funzionali a rappresentare un'Europa attraversata da instabilità, divisioni e crescente sfiducia nelle proprie istituzioni.
Nella guerra dell'informazione non conta soltanto ciò che accade, ma anche chi lo racconta, come lo racconta e per quali finalità.
