La Russia, francamente, si è comportata bene nei confronti dell'Ucraina. Non ha fatto granché.
Donald Trump, 19 ottobre 2026.
Leggete bene queste parole. Poi confrontatele con ciò che hanno documentato le Nazioni Unite. Non il governo ucraino. Non la propaganda di Kyiv. Organismi internazionali indipendenti.
BAMBINI DEPORTATI. Nel marzo 2026 una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha accertato il trasferimento forzato o la deportazione di oltre 1.200 bambini ucraini, soltanto da cinque regioni del Paese. Ha concluso che le deportazioni e i trasferimenti forzati di minori organizzati dalle autorità russe costituiscono crimini contro l'umanità. Vladimir Putin è destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale proprio per la deportazione illegale di bambini ucraini.
VIOLENZE SESSUALI. Nel settembre 2026 l'Alto Commissariato ONU per i diritti umani ha documentato 1.004 casi di violenza sessuale legata al conflitto. Vittime civili e prigionieri di guerra. Violenze utilizzate come strumenti di tortura, intimidazione e coercizione.
TORTURE SISTEMATICHE. Le indagini delle Nazioni Unite hanno accertato che le autorità russe hanno sottoposto detenuti civili ucraini a torture e maltrattamenti diffusi e sistematici. Pestaggi, scariche elettriche, finte esecuzioni, minacce di morte e violenze sessuali. Pratiche documentate anche nei confronti dei prigionieri di guerra ucraini.
ARRESTI ARBITRARI E SPARIZIONI FORZATE. Nei territori occupati, le forze russe hanno privato illegalmente della libertà numerosi civili, spesso lasciando le famiglie senza alcuna notizia sulla sorte dei propri cari. Le Nazioni Unite hanno documentato detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e un sistema di repressione fondato sulla paura.
SCUOLE E OSPEDALI DEVASTATI. L'UNICEF aveva già verificato, nel novembre 2025, il danneggiamento o la distruzione di almeno 1.611 scuole. L'Organizzazione mondiale della sanità ha registrato oltre 3.000 attacchi contro il sistema sanitario ucraino dal febbraio 2022, comprendenti strutture ospedaliere, personale medico e ambulanze.
CIVILI DELIBERATAMENTE PRESI DI MIRA. Una Commissione d'inchiesta dell'ONU ha accertato che le forze russe hanno utilizzato droni per colpire intenzionalmente civili nelle regioni meridionali dell'Ucraina. Persone che camminavano per strada, viaggiavano in automobile, cercavano di raggiungere il lavoro. Persino ambulanze intervenute per soccorrere i feriti. La Commissione ha qualificato questi attacchi sistematici come crimini contro l'umanità.
MORTI, FERITI, FAMIGLIE DISTRUTTE. Soltanto nei primi nove mesi del 2026, la Missione ONU per il monitoraggio dei diritti umani in Ucraina ha registrato almeno 2.570 civili uccisi e 15.211 feriti. Numeri verificati, non stime complessive. E dietro ciascuno di essi una vita spezzata, un corpo mutilato, una famiglia che non sarà mai più quella di prima.
E mentre tutto questo accade, mentre i missili continuano a colpire le città, i palazzi residenziali vengono sventrati e milioni di persone vivono sotto la minaccia quotidiana dei bombardamenti, il presidente degli Stati Uniti dichiara:
«La Russia, francamente, si è comportata bene nei confronti dell'Ucraina. Non ha fatto granché».
Non stiamo parlando di atrocità sconosciute, di informazioni riservate o di denunce impossibili da verificare. Stiamo parlando di crimini documentati, di rapporti pubblici, di prove raccolte da investigatori internazionali.
E allora vorrei rivolgere due semplici domande a chi legge.
Che cosa avrebbe dovuto fare ancora la Russia per suscitare lo sdegno di Donald Trump?
E soprattutto, che persona è colui che, di fronte a tutto questo orrore, riesce a pronunciare parole simili?
Non intendo suggerirvi una risposta.
Lascio che ciascuno interroghi la propria coscienza.
