Nuova strage di civili in Ucraina. Questa mattina un bombardamento russo ha colpito due autobus del trasporto pubblico a Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Secondo l'ultimo bilancio diffuso dalle autorità ucraine, almeno 33 persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite.
L'attacco è avvenuto in una zona frequentata da civili, mentre i mezzi erano regolarmente in servizio. Le autorità regionali denunciano un'azione deliberatamente diretta contro la popolazione. A seguito del bombardamento è stata disposta la sospensione del trasporto pubblico a Kramatorsk e Sloviansk.
La strage arriva appena ventiquattr'ore dopo l'attacco missilistico russo contro un edificio residenziale a Pryluky, nella regione di Chernihiv, dove 22 persone hanno perso la vita, tra cui cinque bambini, e altre 54 sono rimaste ferite.
Due massacri in meno di quarantotto ore. Decine di vite spezzate, famiglie distrutte, persone che avevano la sola colpa di trovarsi nelle proprie case o su un autobus, mentre cercavano semplicemente di continuare a vivere.
Questo è ciò che la Russia continua a fare in Ucraina. Ogni singolo giorno. Uccidere bambini, colpire civili indifesi, costringere intere famiglie ad abbandonare le proprie case. Svuotare città, distruggere quartieri, trasformare luoghi un tempo pieni di vita in distese di macerie.
Non ti mostrerò fotografie di bambini uccisi, dei loro corpi coperti di sangue. Forse dovrei, perché quelle immagini raccontano la brutalità di ciò che la Russia sta facendo all'Ucraina meglio di qualsiasi parola. Ma sono immagini troppo crude, troppo dolorose, difficili persino da guardare.
Eppure, dentro di me, vorrei soltanto urlare. Per il dolore, per la rabbia, per l'ingiustizia di tante vite innocenti spezzate. Perché è insopportabile assistere a tutto questo e rendersi conto che, giorno dopo giorno, persino l'orrore rischia di diventare un'abitudine.
Quanto altro dovrà vedere il mondo? Quanti altri civili dovranno morire prima che tutto questo smetta di essere considerato una tragica normalità?
Ti chiedo soltanto una cosa: per favore, non distogliere lo sguardo.
