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Quando l'amicizia costa qualche centinaio di migliaia di dollari

A volte un regalo di nozze è semplicemente un regalo di nozze. E un amico è semplicemente un amico.

È questa, più o meno, la spiegazione scelta da Donald Trump Jr e dalla moglie Bettina per rispondere alle domande suscitate dalla presenza di Umar Kremlev nelle celebrazioni che hanno accompagnato il loro matrimonio alle Bahamas.

In fondo, cosa c'è di strano? Ci si sposa, un amico mette a disposizione un'isola privata, paga parte dei festeggiamenti, aggiunge uno spettacolo pirotecnico e alla fine il conto raggiunge qualche centinaio di migliaia di dollari. Una versione leggermente più impegnativa del servizio di piatti o della busta lasciata agli sposi.

La precisazione della coppia, naturalmente, merita di essere registrata. La cerimonia vera e propria si è svolta in forma privata, alla presenza dei familiari. Nei due giorni successivi, però, Kremlev ha ospitato e sostenuto economicamente una parte consistente delle celebrazioni. Donald Trump Jr e Bettina non lo hanno negato. Era un regalo. Generoso, certo. Ma pur sempre il regalo di un amico.

Ed è proprio qui che la parola "amico" comincia a meritare qualche attenzione in più.

Perché Umar Kremlev non è esattamente il compagno di università che ha fatto fortuna vendendo software in California. Ha 43 anni, presiede l'International Boxing Association e negli ultimi anni l'organizzazione da lui guidata ha avuto stretti rapporti finanziari con Gazprom, il gigante energetico controllato dallo Stato russo.

Nell'aprile scorso Vladimir Putin gli ha conferito personalmente l'Ordine dell'Amicizia, una delle onorificenze della Federazione Russa. E bisogna riconoscere che, almeno in materia di amicizie, Kremlev sembra avere un curriculum particolarmente ricco.

Pochi mesi dopo era in Cina nello stesso periodo della visita del presidente russo.

Naturalmente tutto questo non dimostra che Kremlev rappresenti il Cremlino quando incontra qualcuno, partecipa a una cena o offre una festa. È tuttavia un po' difficile presentarlo semplicemente come un facoltoso conoscente con la passione per la boxe e per i fuochi d'artificio.

Kremlev occupa infatti una posizione particolare in quel sistema russo nel quale sport, grandi interessi economici, relazioni personali e potere politico hanno spesso confini piuttosto elastici.

Anche l'IBA che presiede ha una storia recente singolare. Nel 2023 il Comitato olimpico internazionale le ha ritirato il riconoscimento dopo anni di contestazioni su governance, gestione finanziaria, trasparenza ed etica. Tra le questioni sollevate figurava anche la dipendenza finanziaria dell'organizzazione da un unico grande sponsor: Gazprom.

Ma il dettaglio forse più interessante è che l'amicizia tra Kremlev e Donald Trump Jr non è sbocciata improvvisamente sulla spiaggia delle Bahamas.

Nel settembre 2025 i due erano insieme a Istanbul in occasione dello Sport + Business Forum dell'IBA. Sul palco, accanto a personaggi come Manny Pacquiao e Rasheda Ali Walsh, figlia di Muhammad Ali, Kremlev presentò pubblicamente Trump Jr come un interlocutore con il quale condividere una visione sul futuro della boxe. Nel comunicato diffuso successivamente dall'organizzazione si lasciava intendere che la collaborazione non sarebbe rimasta confinata alle strette di mano e alle fotografie di rito.

Poi arrivano le nozze e l'amico Kremlev, evidentemente desideroso di non presentarsi con il solito vassoio d'argento, decide di contribuire alle celebrazioni con qualche centinaio di migliaia di dollari.

Tutto perfettamente spiegabile con l'amicizia.

Il problema è che Donald Trump Jr, a sua volta, non è propriamente un cittadino americano qualsiasi.

Non ricopre incarichi formali nell'amministrazione e sarebbe scorretto attribuirgli responsabilità istituzionali che non possiede. Ma considerarlo soltanto un imprenditore privato richiederebbe una certa dose di immaginazione.

È il figlio del presidente degli Stati Uniti, una delle personalità più influenti dell'universo politico costruito intorno al padre, ha partecipato alla selezione e alla promozione di figure centrali della nuova amministrazione e ha sostenuto personalmente l'ascesa di JD Vance alla vicepresidenza.

Insomma, non lavora alla Casa Bianca. Ma neppure vive politicamente a migliaia di chilometri di distanza.

Ed è qui che la vicenda smette di essere soltanto una curiosità da cronaca mondana.

Perché nelle attività di influenza raramente qualcuno entra in una stanza dichiarando: "Buongiorno, sono qui per influenzarla".

Funziona in maniera assai meno cinematografica. Si costruiscono relazioni. Si frequentano gli stessi ambienti. Si condividono interessi. Ci si invita agli eventi. Si aprono porte. Si consolidano rapporti personali. Nascono amicizie. Poi, eventualmente, quelle amicizie diventano utili.

È esattamente per questo che, dal punto di vista della sicurezza e della controintelligence, le relazioni contano prima ancora delle richieste.

Nessuno può affermare, sulla base degli elementi oggi disponibili, che Kremlev abbia pagato quelle celebrazioni in cambio di qualcosa. Non esiste alcuna prova di un accordo, di una contropartita o di una richiesta politica. E sarebbe intellettualmente scorretto trasformare un elemento di rischio in una prova di illecito.

Ma sarebbe altrettanto ingenuo concludere che, poiché si tratta di "amicizia", non vi sia più nulla da osservare.

Anzi. La controintelligence nasce precisamente dall'idea opposta: osservare accessi, relazioni, interessi, vulnerabilità e capacità di influenza molto prima che qualcuno commetta un reato o chieda qualcosa esplicitamente.

Il contesto, poi, non aiuta a rendere la storia meno interessante.

La Russia continua la propria guerra di aggressione contro l'Ucraina mentre Washington cerca di mantenere un ruolo decisivo nei negoziati. Kremlev viene decorato da Vladimir Putin e nello stesso periodo consolida un rapporto personale con il figlio del presidente degli Stati Uniti. Un rapporto abbastanza stretto da giustificare un regalo nell'ordine delle centinaia di migliaia di dollari.

Sarà certamente amicizia. Ma esistono amicizie che interessano soltanto gli invitati al matrimonio e amicizie che, per la posizione delle persone coinvolte, dovrebbero interessare anche chi si occupa di sicurezza nazionale.

Donald Trump Jr, del resto, qualche esperienza con incontri russi destinati successivamente ad attirare l'attenzione delle autorità americane l'ha già avuta.

Nel giugno 2016 partecipò al famoso incontro alla Trump Tower con l'avvocata russa Natalia Veselnitskaya, organizzato dopo che gli era stata prospettata la possibilità di ricevere informazioni compromettenti su Hillary Clinton. Quell'episodio sarebbe diventato uno dei passaggi maggiormente esaminati nelle indagini sui rapporti tra l'ambiente della campagna Trump e la Russia.

Naturalmente le due vicende sono profondamente diverse. Sovrapporle sarebbe scorretto e non vi è alcun elemento che consenta di farlo.

Ma forse da quella storia si poteva trarre almeno una lezione: quando una persona appartenente alla cerchia più vicina al presidente degli Stati Uniti intrattiene rapporti particolarmente cordiali con personaggi inseriti nelle reti del potere russo, archiviarli sotto la semplice voce "amicizia" rischia di essere una classificazione un po' sbrigativa.

Anche perché la questione non riguarda la nazionalità di Kremlev. Ciò che conta è chi sia quella specifica persona, quali siano le sue relazioni, quali interessi rappresenti, quali ambienti frequenti e quale accesso riesca a costruire.

Nel caso di Kremlev sappiamo che presiede una potente organizzazione sportiva internazionale, che ha avuto rapporti finanziari con Gazprom, che è stato personalmente decorato da Putin e che intrattiene un rapporto sufficientemente stretto con il figlio del presidente americano da spendere una somma considerevole per festeggiarne il matrimonio.

Niente di tutto ciò prova un'attività di influenza. Ma tutto ciò rende decisamente poco soddisfacente la risposta: "È un amico".

Perché certe frequentazioni possono certamente nascere dall'amicizia. Possono perfino essere del tutto innocenti.

Ma quando l'amico è vicino al sistema di potere di Vladimir Putin e l'altro amico è il figlio del presidente degli Stati Uniti, la parola "amicizia" non chiude il fascicolo.

Semmai è il motivo per cui qualcuno dovrebbe aprirlo.

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