La Commissione europea sta valutando nuove restrizioni sui visti destinati ai cittadini russi, nel quadro delle misure adottate per contrastare i rischi legati alle attività ostili condotte da Paesi terzi. L’iniziativa arriva mentre proseguono le indagini sul tentato attentato all’aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania.
Il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, ha annunciato che Bruxelles intende introdurre “misure restrittive mirate” per ridurre i rischi connessi ad “azioni ostili da parte di Paesi terzi”, senza però precisare quale forma potranno assumere le nuove limitazioni. Le misure dovrebbero essere inserite nell’ambito della prossima revisione del Codice dei visti dell’Unione europea, per la quale al momento non è stata ancora indicata una data.
Lammert ha ricordato come il numero dei visti rilasciati ai cittadini russi sia già diminuito drasticamente dall’inizio della guerra di aggressione su larga scala della Russia contro l’Ucraina. Prima del 2022 venivano concessi circa quattro milioni di visti all’anno, mentre nel 2025 il totale è sceso a 618mila. Secondo il portavoce della Commissione, è importante che queste cifre “rimangano basse e continuino a diminuire”.
La competenza sulle singole domande di visto resta comunque nelle mani delle autorità nazionali dei Paesi membri, che mantengono quindi un significativo margine di valutazione sulle richieste presentate dai cittadini russi.
Anche la Germania si prepara nel frattempo a rafforzare i controlli. Dopo il caso dell’aeroporto di Lipsia/Halle, il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha annunciato un inasprimento delle verifiche sull’ingresso dei cittadini russi nel Paese, senza tuttavia entrare nel dettaglio delle nuove misure.
Le autorità tedesche hanno attribuito alla Russia la responsabilità del tentato attentato. Secondo quanto riportato dalla Süddeutsche Zeitung e dalle emittenti NDR e WDR, tra i presunti responsabili figurerebbero un cittadino russo in possesso di passaporto lettone e un cittadino bielorusso con passaporto russo. Quest’ultimo, sempre secondo le ricostruzioni dei media tedeschi, sarebbe entrato in Germania utilizzando un visto turistico rilasciato dall’Italia.
Parallelamente al rafforzamento dei controlli alle frontiere, Berlino ha deciso di adottare ulteriori misure nei confronti della presenza istituzionale russa sul proprio territorio, disponendo la chiusura del Consolato generale della Federazione Russa a Bonn e della Casa Russa nella capitale tedesca.
Il quadro che emerge è quello di un progressivo irrigidimento della politica europea nei confronti dell’ingresso dei cittadini russi, non più legato soltanto alle conseguenze della guerra contro l’Ucraina, ma sempre più anche alle preoccupazioni per sabotaggi, operazioni clandestine e attività di influenza attribuite a Mosca nei Paesi dell’Unione.
