Passa ai contenuti principali

Giugno di sangue in Ucraina: 293 civili uccisi

Nel giugno 2026, 293 civili sono stati uccisi in Ucraina a seguito degli attacchi russi. Si tratta del bilancio mensile più grave registrato dall’inizio dell’invasione su larga scala, secondo la Missione delle Nazioni Unite per il monitoraggio dei diritti umani in Ucraina.

L’ONU segnala un netto peggioramento della situazione per la popolazione civile, causato dall’intensificazione degli attacchi e dal crescente impiego, da parte delle forze russe, di armamenti ad alto potenziale distruttivo.

Nei primi sei mesi del 2026 sono stati uccisi 1.396 civili e ne sono stati feriti 7.978. Il numero complessivo delle vittime risulta superiore del 37 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 114 per cento rispetto alla prima metà del 2024.

Dal 24 febbraio 2022, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha verificato la morte di almeno 16.431 civili, tra cui 803 bambini, e il ferimento di 48.613 persone, comprese 2.960 minori.

Si tratta, tuttavia, di un bilancio inevitabilmente parziale. Le statistiche comprendono soltanto i casi che è stato possibile verificare e non tengono conto delle migliaia di vittime rimaste senza documentazione nei territori occupati e nelle aree più duramente colpite dai combattimenti, a cominciare da Mariupol, dove il numero reale dei morti potrebbe essere enormemente più alto.

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...