Passa ai contenuti principali

Se è la guerra di Putin, perché più di un milione di russi si sono trasferiti in Crimea?

Le parole di Lia Gazi, attivista tartara di Crimea in esilio, colpiscono perché spostano il discorso da una rappresentazione semplificata della guerra come “guerra di Putin” a una riflessione più ampia sulle responsabilità collettive nella politica imperiale russa.

L’attivista tatara di Crimea ha pronunciato questo intervento all’Oslo Freedom Forum, una delle più importanti conferenze internazionali dedicate ai diritti umani e alla lotta contro i regimi autoritari, svoltasi a Oslo dal 1° al 3 giugno 2026. L’evento è organizzato dalla Human Rights Foundation, organizzazione fondata da Thor Halvorssen, che ogni anno riunisce dissidenti, oppositori politici, giornalisti, ex prigionieri politici e attivisti provenienti da Paesi autoritari di tutto il mondo.

La questione demografica in Crimea è infatti centrale. Dopo l’occupazione e l’annessione illegale del 2014, la Russia ha incoraggiato il trasferimento di cittadini russi nella penisola, mentre parallelamente aumentavano repressione, arresti e pressioni contro i tartari di Crimea, popolazione indigena storicamente ostile al controllo di Mosca. Secondo Kyiv e numerose organizzazioni internazionali, questa politica avrebbe modificato deliberatamente gli equilibri etnici e sociali del territorio occupato.

La frase “l’occupazione non è sostenuta da un solo uomo” contiene proprio questo messaggio: un sistema di occupazione richiede funzionari, giudici, insegnanti, militari, imprenditori, famiglie disposte a vivere in territori occupati e a trarre vantaggio dalla nuova situazione creata con la forza.

Le motivazioni possono essere diverse: opportunismo economico, propaganda, conformismo, nazionalismo o semplice adattamento. Ma il punto politico e morale sollevato da Lia Gazi resta forte: una politica coloniale non può consolidarsi senza una parte della società che la accetti, la sostenga o quantomeno la normalizzi.

I tartari di Crimea conoscono bene questa dinamica anche per ragioni storiche. La loro memoria collettiva è segnata dalla deportazione di massa ordinata da Joseph Stalin nel 1944, quando centinaia di migliaia di tartari furono espulsi dalla Crimea verso l’Asia centrale. Dopo il crollo dell’URSS, molti riuscirono lentamente a tornare nella loro terra d’originePer una parte della comunità tartara, l’occupazione russa del 2014 rappresenta l’inizio di una nuova fase di repressione, russificazione e progressiva erosione della propria identità nazionale e culturale.

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...