L'Estonia ha compiuto un nuovo passo nel della sicurezza del proprio confine orientale con la Russia, installando le prime sezioni di un sistema fisso di rilevamento e sorveglianza contro i droni. L'annuncio è stato dato dal Ministero dell'Interno estone, che ha confermato come la copertura completa dell'intero confine orientale sia prevista entro la fine del 2026.
I primi sistemi sono stati attivati lungo tre tratti del confine terrestre sud-orientale, nell'area compresa tra il punto di incontro delle frontiere di Estonia, Lettonia e Russia e il valico di Luhamaa. Si tratta della prima fase di un progetto più ampio che punta alla realizzazione di una rete nazionale di monitoraggio dei droni, considerata sempre più necessaria alla luce dell'evoluzione delle minacce alla sicurezza nella regione.
Secondo il ministro dell'Interno estone, Igor Taro, i recenti episodi legati all'utilizzo di droni in Europa orientale hanno confermato la correttezza delle valutazioni effettuate da Tallinn negli ultimi anni. "I primi sistemi sono operativi e funzionanti. Questo è solo l'inizio. Ci stiamo muovendo verso una rete nazionale di monitoraggio dei droni e il lavoro preparatorio svolto finora sta dando risultati concreti", ha dichiarato il ministro, aggiungendo che il rafforzamento delle capacità di contrasto ai droni contribuirà non solo alla sicurezza dell'Estonia, ma anche a quella dell'intera Europa.
Nei giorni scorsi Taro ha visitato il settore meridionale del confine orientale, nei pressi dell'area di Saatse e del fiume Piusa, dove ha ricevuto un aggiornamento sui lavori in corso. Durante la visita, la Polizia e Guardia di Frontiera estone (PPA) ha presentato anche nuovi sistemi mobili di sorveglianza destinati alle aree che richiedono un monitoraggio supplementare.
Parallelamente all'installazione delle capacità anti-drone, proseguono i lavori per il rafforzamento fisico del confine. Le sezioni comprese tra Koidula e Saatse dovrebbero essere completate entro la fine dell'anno, con diversi mesi di anticipo rispetto alle scadenze inizialmente previste.
Il progetto beneficia del cofinanziamento dell'Unione Europea e si inserisce nel più ampio sforzo dei Paesi baltici per aumentare la sorveglianza e la protezione delle frontiere orientali dell'UE e della NATO. Una necessità particolarmente sentita in Estonia, dove gran parte del confine con la Russia attraversa aree boschive, scarsamente popolate e difficili da monitorare con i soli sistemi tradizionali.
L'iniziativa conferma come la minaccia rappresentata dai droni sia ormai considerata una componente permanente del panorama della sicurezza europea. Dopo le numerose incursioni e gli episodi di interferenza registrati negli ultimi anni lungo i confini orientali dell'Alleanza Atlantica, Tallinn punta a costruire una delle reti di sorveglianza anti-drone più avanzate della regione.
