Passa ai contenuti principali

Internet a razioni: quando il controllo dell’informazione diventa un progetto politico

"Internet va concesso a porzioni, le persone se lo devono meritare". La frase di Aleksandr Dugin, il "filosofo di Putin", colpisce per la sua apparente semplicità. In poche parole racchiude però una visione del mondo molto precisa: l’idea che l’accesso all’informazione non debba essere un diritto naturale o uno strumento universale di partecipazione, ma una concessione accordata dal potere.

Per molti anni Internet è stato descritto come uno spazio di libertà: una rete capace di abbattere confini, rendere accessibile la conoscenza e creare collegamenti tra persone e società diverse. Naturalmente, con il tempo sono emersi anche i lati oscuri: disinformazione, manipolazione, dipendenze digitali, campagne di influenza e utilizzo politico degli algoritmi. Tutto questo ha aperto un dibattito legittimo su regole, limiti e responsabilità.

Ma una cosa è discutere di regolamentazione; altra cosa è sostenere che qualcuno debba decidere chi merita l’accesso e chi no.

Perché nel momento in cui l’accesso alla rete smette di essere un diritto e diventa una ricompensa, cambia completamente la natura del rapporto tra cittadino e Stato. Non si parla più di sicurezza o di gestione dello spazio digitale. Si parla di potere. E soprattutto di chi possiede il diritto di definire cosa sia un comportamento corretto.

La storia offre numerosi esempi di sistemi politici che hanno cercato di controllare l’informazione. Cambiano gli strumenti ma il principio resta sorprendentemente simile: limitare ciò che le persone possono leggere, vedere o conoscere significa, inevitabilmente, influenzare anche ciò che possono pensare. Nel Novecento il controllo passava attraverso giornali, radio e televisioni; nel XXI secolo passa inevitabilmente anche attraverso Internet.

La frase di Dugin assume quindi un significato che va oltre il semplice tema tecnologico. Solleva una domanda più ampia: chi deve decidere il grado di libertà di una società? Un’autorità centrale? Un’élite politica? Oppure i cittadini stessi?

Perché alla fine la questione potrebbe non riguardare Internet. Potrebbe riguardare qualcosa di molto più grande.

Ogni volta che qualcuno sostiene che l’accesso alla conoscenza debba essere "meritato", bisognerebbe chiedersi una cosa: chi stabilisce i criteri del merito? E cosa accade a chi non li soddisfa?

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...