C’è un errore ricorrente nel modo in cui leggiamo i conflitti contemporanei: li osserviamo con lo sguardo rivolto esclusivamente al campo di battaglia , tra missili, basi, avanzate e rappresaglie, cioè tutto ciò che è visibile e immediatamente misurabile. Eppure, spesso, non è lì che si decide davvero l’esito di una guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Iran — reale o potenziale — esiste una variabile meno spettacolare ma infinitamente più determinante: il tempo politico , un tempo che non scorre in modo uniforme per tutti gli attori e che, soprattutto, non ha lo stesso peso a Washington e a Teheran. Negli Stati Uniti, infatti, la guerra non è mai soltanto una questione militare, ma è inevitabilmente anche una questione istituzionale. La War Powers Resolution del 1973 impone al Presidente un limite preciso: circa 60 giorni di operazioni senza l’autorizzazione del Congresso. Superata quella soglia, il conflitto entra in una fase diversa, in cui non è più soltanto la dimensione este...
"Niente è più necessario ed utile ad un generale del conoscere le intenzioni ed i progetti del nemico. Quanto più difficile è l'acquisizione di questa conoscenza tanto maggiore è il merito di chi riesce a prevederla". Niccolò Macchiavelli