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Roma autorizza i droni Leonardo-Baykar

Via libera del governo italiano alla joint venture tra Leonardo e Baykar per la produzione di droni di nuova generazione. Nella riunione di martedì 16 giugno, il Consiglio dei ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dalla normativa sul Golden power, autorizzando con prescrizioni e condizioni la costituzione della partnership paritetica tra il gruppo italiano della difesa e l’azienda turca Baykar Makina.

L’operazione, annunciata per la prima volta nel marzo 2025, prevede una partecipazione al 50 per cento per ciascuno dei due partner e punta allo sviluppo di sistemi aerei a pilotaggio remoto destinati a rafforzare la capacità industriale europea in un settore ormai decisivo per gli equilibri militari contemporanei.

L’obiettivo dichiarato è colmare il ritardo europeo nel comparto dei droni, un mercato che Leonardo e Baykar stimano possa valere circa 100 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. La joint venture, denominata LBA Systems, avrà sede legale e operativa in Italia e si occuperà di progettazione, sviluppo, produzione e supporto di sistemi unmanned, integrando l’esperienza turca maturata sul campo con le competenze italiane nei sistemi di missione, nei sensori, nell’elettronica e nella certificazione.

Il via libera dell’esecutivo non è però in bianco. Tra le condizioni poste nell’ambito del Golden power figura il limite alla vendita dei velivoli e all’eventuale espansione internazionale della partnership verso Paesi politicamente allineati all’Europa e alla Nato. È inoltre previsto che le tecnologie impiegate nei sistemi prodotti siano trattate come classificate, con specifiche cautele a tutela delle informazioni sensibili e del know-how strategico coinvolto nell’operazione.

Secondo quanto ricostruito dalla stampa, l’accelerazione sarebbe arrivata anche su impulso del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in vista della scadenza imminente dei termini procedurali. Le prescrizioni avanzate dagli apparati di sicurezza italiani confermano il carattere delicato dell’operazione: non si tratta soltanto di una partnership industriale, ma di un passaggio che riguarda direttamente la sovranità tecnologica, la sicurezza nazionale e la futura collocazione dell’Italia nella filiera europea dei sistemi aerei senza pilota.

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