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La guerra non è finita. Ma l’isolamento di Mosca sì

La guerra non è finita. L’invasione dell’Ucraina non è finita. Non sono finite le bombe, le deportazioni, le violazioni del diritto internazionale. Eppure, lentamente, quasi senza rumore, qualcosa sta cambiando. Gli impegni assunti dalla comunità internazionale sembrano sbiadire. Le sanzioni morali si allentano. Le porte, una dopo l’altra, tornano ad aprirsi.

La Russia rientra sulla scena internazionale anche attraverso lo sport. La nazionale giovanile russa parteciperà alla Coppa del Mondo e al Festival FIFA Under-15 in Azerbaigian, in programma a ottobre, dopo la decisione della FIFA di consentire il ritorno delle squadre russe nelle competizioni internazionali giovanili.

È un segnale che va oltre il calcio. Perché ogni riammissione, ogni eccezione, ogni passo presentato come “tecnico” o “sportivo” contribuisce a normalizzare ciò che normale non è: il ritorno della Russia nei consessi internazionali mentre la guerra contro l’Ucraina continua.

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