Passa ai contenuti principali

Mosca finisce nella rete

Nel cuore di Mosca, tra le cupole della Cattedrale di San Basilio e l’ampio spazio simbolico della Piazza Rossa, i preparativi per la parata del 9 maggio offrono un’immagine particolarmente significativa. Sopra la piazza si estendono reti anti-drone come una gabbia sospesa, mentre cartelli minacciano pesanti sanzioni per chi viola lo spazio aereo. In questa scenografia, la paura finisce per prendere il sopravvento.

Dopo quattro anni e mezzo di quella che Mosca si ostina a chiamare operazione militare speciale, durante i quali la Russia ha portato dal cielo morte e distruzione in Ucraina, oggi è proprio il cielo sopra Mosca a essere trattato come un sorvegliato speciale. Il pericolo non appare più distante, ma sembra ormai parte integrante della quotidianità della capitale russa.

Il richiamo all’articolo 11.4 del codice amministrativo diventa un avvertimento visibile che ricorda come l’idea di invulnerabilità si sia incrinata. Le parate militari, nate per esibire forza, finiscono così per mostrare anche ciò che vorrebbero negare: preoccupazioni e fragilità.

Anche l’assenza — o la riduzione — di mezzi blindati e sistemi più avanzati pesa quanto la loro presenza. Quella che dovrebbe essere una dimostrazione di potenza assume invece i contorni di una rappresentazione cruda della realtà. In questo scarto emerge il cambiamento reale: lo sviluppo e la diffusione dei droni ucraini ha ridotto la distanza tra il fronte e Mosca, portando il conflitto a casa dei russi.

Non è necessario che accada qualcosa perché il messaggio sia chiaro: il fatto stesso che tutto sia predisposto affinché nulla accada è già, di per sé, una dichiarazione. Così, mentre la parata cerca di raccontare una storia di forza e controllo, finisce per rivelarne un’altra, meno trionfale: quella di un potere che aspira a mostrarsi invincibile, ma che appare oggi più che mai vulnerabile.

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...