C’era una volta il grande piano destinato a salvare l’America. Non una riforma fiscale, non una rivoluzione industriale, non un nuovo New Deal. No. Una carta dorata da 5 milioni di dollari l’una. La “Trump Gold Card”: il biglietto VIP per entrare negli Stati Uniti e, a sentire i proclami, cancellare addirittura il debito pubblico americano da 39 trilioni di dollari.
L’obiettivo era semplice: venderne un milione. Una visione grandiosa, titanica, quasi imperiale. Peccato che, a oggi, il totale delle carte vendute sia… una.
Sì, una sola. Più che un programma economico, sembra una riffa di paese andata male.
Ma niente panico: il Segretario al Commercio Howard Lutnick rassicura tutti spiegando che “centinaia sono in fila”. Una frase meravigliosa, sospesa tra la televendita notturna e la fede mistica. Del resto, se il ritmo resta quello attuale — una carta ogni quattro mesi — il debito americano potrebbe essere estinto attorno all’anno 328.026. La pazienza è la virtù dei grandi statisti.
E qui arriva il dettaglio sublime: l’unica Gold Card realmente emersa sarebbe stata regalata a Nicki Minaj come souvenir. Quindi il mastodontico piano di risanamento finanziario avrebbe raccolto, per ora, la straordinaria cifra di zero dollari.
È difficile immaginare metafora più perfetta del trumpismo economico: promesse da impero romano, risultati da bancarella fallita di Atlantic City.
Trasformare uno Stato in un reality show può funzionare per gli ascolti. Molto meno per i conti pubblici.
