Passa ai contenuti principali

Cybersicurezza, Frattasi lascia l’Acn: verso la nomina di Andrea Quacivi

Cambio improvviso ai vertici della sicurezza informatica italiana. Bruno Frattasi, direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) dal marzo 2023, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni inviando una lettera a Palazzo Chigi nella quale motiva la decisione con "ragioni personali". Una scelta inattesa che apre un nuovo dossier per il governo guidato da Giorgia Meloni.

Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti governativi, il nome destinato a raccogliere il testimone sarebbe quello di Andrea Quacivi, manager cinquantacinquenne con un lungo percorso nel settore tecnologico e dei servizi digitali. Dopo esperienze nel gruppo Wind, Quacivi ha consolidato il proprio profilo professionale nel campo dei big data e delle infrastrutture informatiche, ricoprendo dal 2017 al 2023 il ruolo di amministratore delegato di Sogei, la società pubblica che gestisce servizi informatici strategici per il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Attualmente guida la direzione "Ricerca e Progetti Europei" della stessa società e dal 2020 è amministratore delegato di Geoweb.

La nomina non è ancora stata formalizzata, ma il suo nome viene indicato con crescente insistenza come il candidato più accreditato e potrebbe essere esaminato già nel Consiglio dei ministri convocato per oggi.

L’avvicendamento avviene in una fase particolarmente delicata per la sicurezza digitale nazionale. Negli ultimi mesi l’Agenzia è infatti finita al centro dell’attenzione a seguito di una serie di episodi che hanno riportato sotto i riflettori la vulnerabilità delle infrastrutture informatiche pubbliche e di importanti realtà private. 

Proprio questo contesto avrebbe alimentato, secondo ricostruzioni giornalistiche, un progressivo raffreddamento dei rapporti tra Palazzo Chigi e l’attuale vertice dell’Agenzia, in particolare con il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. 

Il cambio di guida dell’Acn rappresenta un segnale politico su un settore che oggi è sempre più considerato una componente essenziale della sicurezza nazionale.

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...