Southwind Airlines torna in Europa, ma restano dubbi sulla reale proprietà e sui legami con la Russia
Southwind Airlines si prepara a tornare nei cieli europei dopo due anni di assenza, rilanciando con un ampio programma di voli soprattutto verso Germania, Svizzera e Regno Unito.
Il ritorno è stato simbolicamente segnato il 2 marzo 2026, quando un Boeing 737 Max 8 proveniente da Antalya è atterrato a Berlino in occasione della fiera del turismo ITB, ma dietro questo volo si cela una vicenda ben più complessa che intreccia questioni geopolitiche, sanzioni internazionali e dubbi sulla reale proprietà della compagnia.
Nel marzo 2024, infatti, Southwind Airlines era stata improvvisamente bandita dall’Unione Europea e dalla Svizzera dopo un’indagine dell’autorità dei trasporti finlandese che aveva evidenziato come la compagnia, pur registrata in Turchia, fosse di fatto controllata da interessi russi. Questo la poneva in violazione delle sanzioni imposte contro Mosca in seguito all’invasione dell’Ucraina, portando alla cancellazione immediata di tutti i voli verso l’Europa occidentale. La compagnia, nata con una forte vocazione turistica e specializzata nei collegamenti tra Russia e località balneari turche, era già stata oggetto di attenzione per i suoi legami operativi e finanziari con operatori russi, in particolare per quanto riguarda il leasing degli aeromobili e l’organizzazione dei voli.
Alla fine del 2024 è arrivata la svolta ufficiale: Southwind è stata acquisita da Süleyman Kilit, imprenditore turco a capo del Gruppo Kilit, uno dei principali attori del turismo di lusso in Turchia. Il passaggio di proprietà, completato entro marzo 2025, ha permesso alla compagnia di presentarsi nuovamente come operatore pienamente turco e quindi, almeno formalmente, conforme alle normative europee. Tuttavia, su questo cambio di assetto permangono alcune incertezze. Diversi osservatori del settore ritengono infatti che non sia del tutto chiaro se si tratti di una reale discontinuità oppure di una riorganizzazione in parte formale, pensata per superare le restrizioni europee senza un completo distacco dagli interessi russi. La mancanza di piena trasparenza sulla struttura finanziaria e sugli eventuali legami residui alimenta questi dubbi, anche se al momento non esistono prove pubbliche definitive che dimostrino un controllo russo ancora in atto.
In questo contesto, la compagnia guarda comunque al futuro con ambizioni di crescita: a partire dall’estate 2026 prevede di avviare numerosi voli charter tra Antalya e diverse città europee, con una presenza particolarmente forte in Germania, dove saranno servite destinazioni come Berlino, Francoforte, Monaco, Amburgo, Colonia e altre città, spesso con frequenze elevate. Anche Zurigo, Basilea e Londra Stansted rientrano nel network programmato. Le operazioni saranno sostenute da una flotta di 13 aeromobili, tra cui Airbus A321 e A330-300, oltre a Boeing 737 Max 8 e 777. Parallelamente, Southwind continua a operare collegamenti verso la Russia, un elemento che contribuisce a mantenere alta l’attenzione sulla compagnia e sulla reale natura dei suoi legami internazionali.
