Passa ai contenuti principali

Droni ucraini colpiscono ancora: distrutto uno Strela-10 in profondità

Il video che pubblichiamo mostra qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe stato considerato improbabile: un drone ucraino a lungo raggio che individua, ingaggia e distrugge un sistema di difesa aerea Strela-10 a circa 90 chilometri dalla linea del fronte. Non si tratta solo di un colpo ben riuscito, ma della dimostrazione concreta di come il conflitto stia evolvendo verso una dimensione in cui precisione, portata e costo diventano fattori decisivi più della massa e della tradizionale superiorità tecnologica. Lo Strela-10, progettato in epoca sovietica per proteggere le unità mobili da minacce a bassa quota come elicotteri e velivoli d’attacco, rappresenta uno degli elementi chiave della difesa aerea a corto raggio russa, un “ultimo scudo” pensato proprio per intercettare ciò che vola basso e veloce; il fatto che venga neutralizzato da un drone relativamente economico evidenzia un cortocircuito operativo sempre più frequente sul campo di battaglia.

Dal punto di vista economico, il dato è ancora più significativo: un sistema Strela-10 ha un costo stimato che varia approssimativamente tra i 300.000 e il milione di dollari, a seconda della versione e degli aggiornamenti, mentre il drone impiegato per distruggerlo appartiene con ogni probabilità a una categoria di UAV il cui costo è di ordini di grandezza inferiori. Questo squilibrio produce un vantaggio asimmetrico evidente, in cui ogni attacco riuscito non solo elimina una capacità difensiva, ma lo fa a un costo sostenibile e replicabile su larga scala. È proprio questa scalabilità che sta progressivamente mettendo sotto pressione la rete difensiva russa: non si tratta di episodi isolati, ma di un logoramento sistematico che, colpo dopo colpo, riduce la copertura aerea ravvicinata e aumenta l’esposizione di unità corazzate, logistica e sistemi di maggior valore.

Ancora più rilevante è il fatto che l’attacco avvenga a una distanza significativa dal fronte, segnale di un miglioramento sostanziale nelle capacità ucraine di navigazione, acquisizione del bersaglio e coordinamento operativo. Penetrare difese stratificate fino a colpire una piattaforma mobile implica accesso a intelligence aggiornata, resistenza alle contromisure elettroniche e una catena di targeting sufficientemente sofisticata da trasformare un drone in uno strumento di attacco in profondità. In questo senso, ogni Strela-10 distrutto non rappresenta solo una perdita tattica, ma contribuisce ad aprire vere e proprie “finestre operative”, riducendo la capacità russa di proteggere lo spazio aereo a bassa quota e facilitando attacchi successivi contro obiettivi più sensibili.

Il quadro che emerge è quello di una trasformazione della guerra contemporanea in cui sistemi relativamente semplici, economici e numericamente scalabili riescono a mettere in crisi piattaforme nate per un contesto completamente diverso. L’Ucraina sta sfruttando questa dinamica con crescente efficacia, utilizzando i droni non solo come strumenti tattici, ma come leve strategiche per erodere progressivamente la resilienza difensiva russa. Se questa tendenza continuerà, il peso della superiorità non sarà più determinato solo dalla qualità dei singoli sistemi, ma dalla capacità di integrarli in un ecosistema flessibile, distribuito e sostenibile nel tempo, in cui anche un singolo drone può generare effetti operativi ben oltre il proprio costo e la propria dimensione.

Post popolari in questo blog

COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA - Le rotte del narcotraffico

XIX LEGISLATURA Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere   RESOCONTO STENOGRAFICO   Seduta n. 105 di Martedì 31 marzo 2026 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO La seduta comincia alle 11.20. PRESIDENTE . Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati. Audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell’ambito del filone di indagine dedicato al crimine organizzato transnazionale con particolare riguardo alle rotte del narcotraffico. PRESIDENTE . L’ordine del giorno reca l’audizione di Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato, consigliere giuridico presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ne...

Messaggio di Benvenuto

Benvenuti nel mio blog, Sono felice che abbiate deciso di fare tappa qui. Questo è il mio spazio di pensiero e confronto, dove condivido riflessioni, analisi e opinioni sui temi che più mi appassionano: la geopolitica e la sicurezza internazionale e nazionale. Dal menù in alto a destra potete esplorare le diverse sezioni del sito: Chi sono , I miei libri , Articoli , Recensioni , Eventi , Video , Interviste e Nel web. Ognuna di queste pagine racconta un pezzo del mio percorso e del mio modo di leggere il mondo. Spero che ciò che troverete qui possa stimolare curiosità, domande e nuove prospettive. Buona lettura e buona navigazione! Renato Caputo

Export, l’Europa sotto l’ondata di merci cinesi respinte dagli Usa. I rischi per aziende e Bce

L’Europa rischia di diventare il nuovo terminale dell’ondata di merci cinesi respinte dagli Stati Uniti. Dopo l’inasprimento dei dazi deciso da Donald Trump, Pechino ha iniziato a dirottare parte della propria produzione verso l’Eurozona, dove le barriere commerciali restano più basse e la domanda di beni a basso costo è ancora sostenuta. L’effetto si sta già facendo sentire tra le aziende europee, costrette a fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di prodotti cinesi spesso sostenuti da ingenti sussidi pubblici e venduti a prezzi con cui i produttori locali difficilmente riescono a competere. La sovrapproduzione cinese, alimentata da una domanda interna debole e da politiche industriali espansive, cerca ora nuovi sbocchi in mercati aperti come quello europeo. Le conseguenze vanno oltre il semplice equilibrio commerciale. Un afflusso massiccio di prodotti cinesi nell’Eurozona potrebbe infatti contribuire a raffreddare ulteriormente l’inflazione, già in calo rispett...